Passeggeri a quota 22 milioni L’anno d’oro della BrughieraNon solo grazie alle low cost

Non soltanto Malpensa ha superato dopo dieci anni di attesa quota 20milioni di passeggeri – traguardo festeggiato lo scorso 24 novembre con la banda che suonava “When the saints go marching in” davanti ai check in di Emirates – ma nel 2017 ha addirittura sfondato il muro dei 22 milioni. Per la precisione sono 22.036.906 le persone che dal 1 gennaio al 31 dicembre scorso hanno calpestato i corridoi dei due terminal. Si tratta di una crescita incredibile, se si considera che soltanto nel 2016 il consuntivo era pari a 19.420.690, per un incremento percentuale del 4,5 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. Stavolta il balzo in avanti è stato addirittura del 14,1 per cento, un record che ha confermato l’impressionante trend di crescita che dallo scorso marzo ha cominciato ad attestarsi mese dopo mese fino quasi a non stupire più nessuno.

Un effetto delle low cost? Sicuramente, ma non solo. I numeri dicono che il merito non è da attribuire soltanto allo storico sbarco di Ryanair, avvenuto a dicembre 2015. Certo, la presenza della regina delle compagnie a basso costo con ben 16 collegamenti attivi incide, ma rappresenta soltanto un quinto di uno sviluppo totale che a Malpensa sta avvenendo su tutti e tre i fronti: collegamenti nazionali, area Schengen, intercontinentali. In particolare i voli fuori dalla Ue, che poi sono quelli più redditizi, fanno segnare un incremento del traffico di quasi il 18 per cento, nonostante l’instabilità politica in Turchia e la perdurante crisi sulle coste nordafricane.

Sono ancora troppo pochi, ma sono in netto miglioramento, anche i collegamenti nazionali. Se ci si dimentica per un attimo dell’apporto fondamentale di easyJet al T2, nei periodi più bui di Malpensa il diretto di Alitalia su Roma (poi tolto e ora rimesso a partire dalla Summer 2018 con un quadrigiornaliero) era rimasto insieme all’Olbia uno dei pochi attivi sul T1, tanto che i corridoi dell’Area Schengen dopo l’addio di Air One apparivano come il deserto dei Tartari. Con poco più di 3 milioni di passeggeri nel 2017 – ma in aumento del 18 per cento rispetto al 2016 – i voli nazionali restano ancora il punto debole di Malpensa, complice il fatto di non avere in casa un hub carrier. Su questo fronte, però, proprio il 2018 potrebbe segnare una svolta, dato che Meridiana – in pieno rilancio dopo l’acquisizione del 49 per cento da parte di Qatar Airways – ha deciso di puntare forte in brughiera e a partire dalla bella stagione attiverà ben sei collegamenti nazionali (Roma, Napoli, Palermo, Catania, Olbia e Lamezia Terme) con l’obiettivo prioritario di catalizzare passeggeri da dirottare a bordo dei suoi aerei a lungo raggio. Proprio il nuovo Piano investimenti di Meridiana è la partita più grande da giocare nel 2018, per dimostrare che l’anno dei record non è stato il concatenarsi di una serie di congiunture astrali favorevoli, ma la base per costruire il futuro. Anche perché ora c’è un altro primato da abbattere e non è poi così distante. Malpensa, prima nel dehubbing, raggiunse il suo apice nel 2007 con 23.885.391 passeggeri. Ne mancano soltanto 1.848.485 per far tornare la banda a suonare in aeroporto.