Partono i lavori di restauro per salvare la XIII Cappella

La Provincia Varese - 23/02/2017

Tutta impacchettata in
una sfavillante armatura di
metallo, la XIII Cappella è
pronta per combattere la
sua battaglia contro le intemperie
e tornare allo
sguardo dei fedeli e dei cittadini
più bella e più forte di
prima.
Sono iniziati così, settimana
scorsa, i lavori relativi
al restauro conservativo
che la parrocchia vorrebbe
intraprendere per tutta la
Via Sacra e i suoi monumenti,
come già proposto
da un pool di esperti quattro
anni fa, nel 2013.
Il primo cantiere è partito
ufficialmente mercoledì
scorso, grazie ad un cofinanziamento
di fondazione
Cariplo e Fondazione Paolo
IV per il Sacro Monte di Varese
e durerà un anno e
mezzo, fino all’inizio dell’estate
del 2018.
L’ultimo intervento
L’ultimo massiccio intervento
di recupero dei monumenti
della via Sacra risale
ai primi anni 80 e fu
monsignor Macchi, allora
arciprete proprio al Sacro
Monte, a ordinare e seguire
personalmente i lavori.
Fu un cantiere particolarmente
impegnativo, nei
racconti di chi ne ha memoria.

Perché si decise di intervenire
su una situazione di
deterioramento già critica
da diverso tempo.
Prevenzione
Una situazione in cui nessuno
vorrebbe mai più rivedere
il Sacro Monte di Varese
che nel frattempo è diventato
patrimonio dell’Unesco,
senza che alcun
intervento di recupero sia
più stato neppure ipotizzato.

Di qui la scelta, qualche
anno fa, di fare una ricognizione
generale sullo stato di
conservazione delle strutture,
degli arredi e perfino
della pavimentazione della
via Sacra per intervenire
preventivamente su piccoli
danni dovuti alla naturale
esposizione al vento, al
freddo, alle piogge e alle intemperie.

Agire di anticipo quindi,
per avere sempre dei monumenti
in buono stato ed evitare
che possano finire in
malora.
Richiedendo poi magari
spese faraoniche per ristrutturazioni
importanti
sui guai causati da piccole
infiltrazioni o lievi cedimenti
trascurati.
In quest’ottica la verifica
del selciato a fine anno e
delle grondaie, il cui corretto
funzionamento protegge
le strutture dall’azione del
tempo.
Acciacchi invisibili
Dalle ricognizioni effettuate
dai tecnici proprio la XIII
cappella dedicata alla discesa
dello Spirito Santo, risultata
la più bisognosa di
cure, assieme alla V cappella
che pure avrebbe bisogno
di qualche ritocco. Nonostante
a un primo sguardo
possano risultare entrambe
perfette.
Invece i segni del tempo,
anche se in maniera poco
visibile, qui hanno già cominciato
ad intaccare non
solo la struttura interna, e
quindi gli intonaci e le pietre,
ma anche, ma anche la
copertura e la lanterna,
mentre piccoli infiltrazioni
d’acqua hanno raggiunto
gli elementi decorativi, affreschi
e statue.
Tutte fragilità che saranno
recuperate in un anno e
mezzo di cantiere, «con un
complesso intervento di ristrutturazione
conservativa
delle parti ammalorate»,
spiega l’architetto Gaetano
Arricobene, progettista e
direttore dei lavori.