Parte la “crociata” del rock La prima voce è di Maroni

La Prealpina - 21/11/2016

Una musica che ha cambiato il ritmo del tempo. Una musica nata come “sottoprodotto” dei mutamenti che si stavano verificando nella società americana degli anni ‘50, capace di trasformare le tradizionali atmosfere popolari e di immetterci i toni “eretici” di una generazione che chiedeva di esprimere la propria indipendenza, e con questa la propria identità. Eccolo, il “rock’n’roll”, la «musica che unisce» e di cui ieri il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha scelto di farsi portabandiera, vestendo una felpa con la scritta a caratteri cubitali, perché «di fatto è già un patrimonio dell’umanità e occorre solo riconoscerlo».

Da qui l’avvio della petizione online “Firmiamo.it”, lanciata al Caffè Zamberletti di corso Matteotti perché, dice, «è naturale che la richiesta venga da Varese, che conta già 4 siti Unesco, in un complesso di 10 lombardi e 51 in Italia». E a chi ci scherza sopra il Governatore risponde: «Lasciamo che ironizzino, mentre noi continuiamo a occuparci delle nostre bellezze, che sono materiali come quelle paesaggistiche, ma anche immateriali, come è il caso della Liuteria di Cremona e del rock’n’roll. Per questo incontrerò il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, e gli chiederò che l’Italia avanzi la candidatura di questo genere musicale per l’inserimento nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità».

E così il gruppo promotore del progetto, composto dai «tre matti da slegare» Pino Tuscano,Fiorenzo Croci, Luca Guenna, comincia a pensare di non aver avuto solo una «pazza idea».

E che adesso sia arrivato il momento per cominciare a credere in una «Varese non più solo periferia dell’impero ma città autorevole». Così Diego Pisati, capo servizio Spettacoli della Prealpina e moderatore dell’incontro, che ha smosso le acque con un “Movimento d’anca”, capace di dare corpo ai sogni di più generazioni. Questo il titolo del libro scritto da Croci per sostenere l’idea di Tuscano, che «sarebbe solo assurda – dice – se il personaggio in questione non ci avesse abituato a trasformare l’incredibile in realtà». Il ricavato delle vendite del volume va a sostegno di quella “WoodInStock” che è non solo associazione attiva a favore della ricerca contro il Parkinson, ma il «cassetto dei sogni» di Guenna, che nella musica dice di aver trovato la salvezza alla sua malattia. Così prende il via la “crociata” della petizione online, una «sana follia» sostenuta dal sindaco Davide Galimberti, presente ieri con gli assessori alle Politiche giovanili, Francesca Strazzi, alla Pianificazione territoriale, Andrea Civati, l’onorevole Daniele Marantelli, l’assessore alla Cultura di Busto, Paola Magugliani.

A tirare le fila dell’organizzazione l’impresario Roberto Meglioli, sostenuto dalla “23&20” di Sonia Milani. Insomma la carovana è partita a suon di rock’n’roll, visto che al tango argentino il riconoscimento è già stato tributato, e allora perché non credere in questo sogno cullato in terra varesina? Lo fece Alan Freed, quando, negli anni “plumbei” di Eisenhower, inserì il termine nel suo radioshow, lo fa ora la “gang” di Pino Tuscano, perché in questa musica il mondo ritrovi «forza e senso di appartenenza».