Parte della tassa imbarco da investire nelle strade

Viabilità al collasso, la proposta del sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria: «Invece di buttarli ancora nella voragine Alitalia, destiniamo una quota della tassa d’imbarco per realizzare le infrastrutture del piano d’area di Malpensa». Una provocazione serissima, quella dell’esponente del Cuv, all’indomani dell’appello fatto dai sindaci al tavolo con Sea ed Enac per trovare una soluzione al caos viabilistico attorno allo scalo. Perché se oggi, dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, ai Comuni di sedime vanno appena 10 dei 40 centesimi (su 6 euro e 50 di tassa), utilizzare una parte di quegli oltre 6 euro, attualmente dirottati a copertura degli ammortizzatori sociali infiniti dell’ex compagnia di bandiera, «per finanziare le strade a servizio di Malpensa e le opere di compensazione previste nel piano d’area e mai realizzate» sarebbe, secondo Bellaria, «un utilizzo corretto» dell’addizionale, molto di più dell’attuale «uso distorto» per ripianare i buchi di Alitalia.

Somma Lombardo in particolare attende risposte su due fronti. Il primo è via Giusti, l’arteria che collega la città con l’aeroporto, e che necessita di un allargamento del calibro (con pista ciclabile e banchine) e di una messa in sicurezza, sia per consentire il transito alla mobilità dolce, sia per evitare che vada in tilt a ogni incidente. Su quest’opera s’è impegnata anche Sea, mettendo a disposizione il proprio ufficio tecnico per la progettazione: «In primavera abbiamo fatto un sopralluogo congiunto tra i nostri tecnici e quelli di Sea – ricorda il sindaco Bellaria – siamo in attesa che Sea ci consegni un progetto preliminare, sarebbe un atto concreto per poter poi andare a bussare alla porta di Anas, che è l’ente competente per quella strada, per chiedere di intervenire». In alternativa, l’amministrazione di Somma Lombardo si troverebbe «prima o poi costretta a chiudere corso Europa e corso Repubblica, magari in estate qualche sabato e domenica, per dare un segnale, perché i cittadini sono esasperati» dagli ingorghi. Ma anche perché oggi i «costi di manutenzione del tronco che attraversa la città sono tutti a carico dell’amministrazione, pur essendo il 95% delle auto in transito diretti o provenienti dall’aeroporto e non certo a Somma».

Ed ecco che la tassa d’imbarco dovrebbe servire anche a coprire queste spese legate all’indotto di Malpensa. E poi c’è «il vero nodo» della tangenziale, la cui prima idea risale agli anni ‘70 (quando l’aeroporto aveva meno di un terzo del traffico attuale) e che era già opera prioritaria nel vecchio piano d’area, nei suoi due tratti a ovest, dalla rotatoria del Tiro a Segno alla zona industriale, e dall’uscita autostradale di Besnate alla via Giusti. «I collegamenti da nord non sono mai stati realizzati – fa notare Stefano Bellaria – creando gravi problemi di traffico su Somma, Arsago, Casorate, Cardano, con le auto che si riversano sulle strade urbane».