Parrucchieri in Canton Ticino lo stipendio sarà di 2350 euro

La Prealpina - 01/03/2018

In Svizzera un parrucchiere dipendente guadagnerà come minimo 3.350 franchi lordi al mese. Al netto delle tasse sono 2.700 franchi e, al cambio attuale 2.350 euro circa. Lo ha stabilito il Consiglio federale svizzero e cioè il governo elvetico, che ha deciso applicare obbligatoriamente il nuovo contratto collettivo di lavoro per il mestiere di parrucchiere. «A partire dal 1° marzo 2018 – dicono dal sindacato Ocst – il lavoro di circa 11.000 occupati in questo ramo professionale sarà valorizzato e i dipendenti protetti da un accordo che comporta importanti miglioramenti salariali e permette di lottare più efficacemente contro il dumping salariale e la pseudo-indipendenza». La misura interessa ovviamente anche il Canton Ticino e quindi decine di lavoratori frontalieri, alcuni dei quali hanno chiuso il salone da imprenditore in Italia e si sono spostati in Svizzera, magari come dipendente.

L’accordo concluso tra i sindacati Syna/Ocst, Unia e l’organizzazione Coiffure Suisse, prevede in particolare l’introduzione di un nuovo sistema salariale.

Il salario minimo per i parrucchieri senza qualifica sarà di 3.350 franchi lordi per il primo anno, mentre quelli con la qualifica massima (diploma) e oltre i cinque anni di attività, guadagneranno al massimo 4.000 franchi lordi al mese (netti 2.800 euro circa). Inoltre il Contratto collettivo introduce anche un nuovo supplemento salariale di 200 franchi per i collaboratori che formano gli apprendisti, promuovendo così le possibilità di carriera all’interno del ramo professionale.

«Inoltre – aggiungono i sindacalisti cristiano-sociali – l’assoggettamento alla normativa di chi non vanta una formazione riconosciuta è un progresso incontestabile. L’accordo prevede anche un miglioramento delle condizioni di lavoro per le donne e le famiglie, come la soppressione delle deduzioni in caso di rientro in servizio dopo un’assenza prolungata, il congedo in caso di malattia di un figlio e il congedo di paternità di cinque giorni). Le parti sociali si sono inoltre accordate sugli strumenti volti a contrastare la pseudo-indipendenza (casi di affitto abusivo di poltrona) e gli pseudo-stage». Questa decisione era attesa «da tempo – commenta Nenad Jovanovic, responsabile del settore per l’Ocst – e avrà importanti ripercussioni specialmente per il nostro Cantone nel quale, grazie all’introduzione dei salari minimi per tutti, saranno arginati il dumping salariale e la concorrenza dall’estero per i professionisti formati nel nostro Paese».