Parolini: “Non lasceremo indietro nessuno”

Varesenews - 24/02/2017

Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo economico, è concreto come un imprenditore, preciso come un ingegnere e solidale con gli ultimi come lo sarebbe un fan di papa Francesco. È vero che nella sua missione varesina non si parlava di clochard, ma di imprese e lavoro. Eppure quel suo insistere sull’evitare di escludere chi è in difficoltà e fatica a riprendersi deve aver spiazzato molte persone presenti alle Ville Ponti per ascoltarlo. «Non possiamo permetterci una crescita non inclusiva – ha detto l’assessore – perché non reggerebbe nel tempo e creerebbe una tensione insostenibile. La sfida è non lasciare indietro nessuno».
PICCOLO È ANCORA BELLO SE CREA ALLEANZE
Per Parolini la dimensione di impresa non è un problema perché ciò che ha reso grande il made in Italy nel mondo è stato, ed è ancora, un sistema di piccole imprese. «L’acquisizione dei piccoli da parte delle grandi imprese è una soluzione che non funziona -ha spiegato l’assessore – perché equivale a violentare un modello e trasformarlo in qualcosa d’altro. Bisogna invece difendere l’autonomia dei piccoli imprenditori, consapevoli però che ci sono sfide che non si possono vincere da soli ma solo mettendosi insieme agli altri attraverso svariate forme di reti e relazioni di filiera che già esisteno».

UN SOSTEGNO IN TUTTE LE FASI DELL’IMPRESA
Durante la legislatura la provincia di Varese ha ricevuto 39 milioni di euro che hanno generato investimenti per 70 milioni. I bandi emessi dalla Regione sono stati 58 per un totale di 617 milioni di incentivi concessi e un miliardo e 153 milioni di investimenti generati a favore delle 9.500 imprese beneficiarie. Le misure a sostegno hanno riguardato le varie fasi della vita dell’impresa: dall’avvio fino allo sviluppo passando per il consolidamento. Interventi pe rpuntellare l’attivo circolante e per sostenere gli investimenti, misure per lo più ancora aperte in questa fase.
LE NOVITA’ PER IL 2017
La Regione stanzierà altri 400 milioni di euro aggiungendo nuovi strumenti a quelli già esistenti (qui l’elenco dei nuovi bandi). Oltre alle misure per agevolare gli investimenti aziendali per acquisto macchinari e capannoni dismessi (dotazione 300 milioni di euro), ci sono bandi per milgiorare l’attrattività dei comuni (Attract, stanziamento 10 milioni), per sostenere le startup innovative e stimolare così il venture capital, da sempre molto marginale nel capitalismo famigliare italiano, per stimolare l’export (bando fiananza & ecommerce). Merita una citazione a parte il bando per le startup innovative a vocazione sociale, imprese dove l’innovazione tecnologica è orientata all’impatto sociale, prerequisito necessario per entrare in questo “club” ancora piccolo ma destinato a crescere. Nel 2015 se ne contavano 69 su un totale di 5.264 startup registrate. Uno spillo del non profit nel cuore del sistema