Parole, musica, ricordi per raccontare Mock

La Prealpina - 22/09/2016

“A tutti quelli che si bevono la vita sino all’ultima goccia e a quelli che hanno paura di non farcela, ma forse si sbagliano”. Famiglia numerosa e cognome tipicamente varesino. La storia che Carlo Zanzi (insegnante, scrittore, giornalista) racconta con questa dedica in “Marco Mock Zanzi, the banjoman” (la presentazione, con corredo musicale dal vivo, sabato 24 settembre alle ore 16 in Camera di commercio) è di quelle che richiedono amore e coraggio. A cominciare dal titolo del primo capitolo, “Il mio fratellino”, che può far venire in mente l’incipit di una favola. Invece è tutto vero. Nella gioia e nel dolore. «Partendo da lontano, diciamo inizi anni Sessanta. Mi rivedo all’oratorio, la domenica pomeriggio, io che lo tengo per mano. E’ il fratello piccolo, devo dargli un occhio e Marco va controllato». Fino alla malattia, fino alla morte. Quello sguardo di tanti anni prima, Carlo Zanzi non lo ha mai lasciato cadere.

Nemmeno davanti al dolore, anzi proprio perché davanti al dolore. Marco Zanzi, in arte Mock, docente a sua volta, ma con una passione viscerale per la musica country-bluegrass-folk e il banjo, polistrumentista e cantautore, fondatore insieme ad alcuni amici della Piedmont Brothers Band, un gruppo musicale “fatto in casa” eppure capace di valicare i confini locali e addirittura nazionali. Mock ha terminato i suoi giorni terreni il 6 agosto di un anno fa dopo un calvario di chemio, ma anche di speranze, lasciando una testimonianza di fede in Dio e nella vita, nella musica e negli amici che Carlo ripropone con semplicità e vigore in questo libro edito daPietro Macchione suddiviso in due parti: nella prima racconta la parabola terrena del fratello, la seconda raccoglie testimonianze di chi lo ha conosciuto ed apprezzato come uomo prima che come docente o musicista. A Mock è dedicato un padiglione di un ospedale psichiatrico in Togo dove opera suor Simona Villa. La religiosa sarà presente con una testimonianza domani sera, venerdì, alle 20.45 nel salone dell’oratorio di San Massimiliano Kolbe.