Parole della Musica Vecchioni a Varesepremiato dal Chiara

- 07/11/2016

«Amo Piero Chiara perché è un narratore di provincia». Roberto Vecchioni è un grande della musica italiana. Le sue canzoni resistono al tempo e i suoi giudizi spesso spiazzano. Come questo sullo scrittore luinese che combacia perfettamente con la motivazione che accompagna il premio Le Parole della Musica e che oggi gli viene conferito (ore 17.30, Sala Napoleonica Ville Ponti, in collaborazione col Club Tenco) dall’Associazione Amici di Piero Chiara: «Per aver raccontato la storia dell’Uomo con le parole di tutti i giorni, mescolando realtà e sogno, memoria e sortilegio, e per l’attenzione a un mondo marginale contato con rabbia e raffinata poesia». Del resto, cosa sono se non versi poetici quelli di “Luci a San Siro” (“Luci a San Siro di quella sera/che c’è di strano siamo stati tutti là / ricordi il gioco dentro la nebbia / tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là») o di “Stranamore” («È lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere e / quel silenzio tra noi due che sembra non finire / quando lo svesto, lo rivesto e poi lo metto a letto/e quelle lettere che scrive e che poi non sa spedirmi»), per citare almeno due sue canzoni famose?

Dopo le parole della musica di Guccini, Conte, Ligabue, Nannini e De Gregori (l’anno scorso nell’aula magna dell’Università, tentativo forse non del tutto riuscito di coinvolgere i giovani nel calendario del Chiara), ecco ora un milanese doc, classe 1943, una laurea in Lettere antiche alla Cattolica, l’insegnamento fino al 2000 nei licei classici (da qui il possesso di una cultura di base difficile da rintracciare fra i suoi colleghi, vecchi e nuovi), paroliere sui trent’anni per interpreti del calibro di Vanoni, Mina, Zanicchi, Cinquetti, sulla scena dai primi anni Settanta quando coglie il successo con “Samarcanda”, anno 1977, la vittoria a Sanremo 2011 con “Chiamami ancora amore”. Alla classica definizione di “cantautore”, che giudica abusata, preferisce quella di “cantore”, forse per quel sapore d’antico che reca con sé. Sul palco di Ville Ponti dialogherà a partire dalle 17 e 30 con Enrico De Angelis (giornalista, critico musicale, storico della canzone italiana, responsabile artistico del Club Tenco) e Antonio Silva(storico presentatore del Premio Tenco, di cui è fra i dirigenti); condurrà il pomeriggio Vittorio Colombo, che affianca l’attività giornalistica (è tra i critici musicali che votano per l’assegnazione delle Targhe Tenco) a quella di documentarista televisivo da Medio Oriente e America Latina.

Il premio Le Parole della Musica sarà consegnato da Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, sponsor della manifestazione che, eccezion fatta per un incontro con i finalisti in calendario sabato 19 alle 16 a Milano in occasione di Bookcity, chiude dopo un mese e mezzo l’edizione 2016 del Festival del Racconto-Premio Chiara. Gli organizzatori ricordano che l’ingresso è consentito sino alle 16 e 45 a coloro (duecento in tutto) che sono in possesso del biglietto distribuito gratuitamente in Sala Montanari nei giorni scorsi; la mezzora successiva a tutti gli altri fino a completamento degli altri duecento posti.