Palazzo Verbania riparte Nuova vita ai suoi archivi

La Prealpina - 17/02/2021

Archivi: una parola che evoca subito documenti polverosi, che potrebbero annoiare, che fanno scappare via i non addetti ai lavori. Ma non sempre è così. È il caso di Palazzo Verbania a Luino, sul lago, in cui è in atto una vera sfida. Ridare vita e vivacità agli archivi, dimostrando che cultura non è sempre sinonimo di noia. Certo, se parliamo di archivi legati a due “mostri sacri” della letteratura, come Vittorio Sereni e Piero Chiara, tutto diventa più facile. Ma resta, nonostante tutto, una sfida. A Luino presa sul serio.

Lo testimonia l’iniziativa “ArchiviVivi”, una serie di “incontri on line fra libri e arte”, che prenderà il via, organizzata dagli Archivi Sereni e Chiara con sede a Palazzo Verbania, oltre che dal Comune di Luino, domani alle 18, con un incontro dedicato a Vittorio Sereni e lo sport, con Massimo Raffaeli che dialogherà con Alberto Brambilla. Poi altri incontri, ancora online, sulla narrativa di Chiara con Mauro Novelli (che di Chiara ha curato due corposi Meridiani), in dialogo con Federico Crimi (il 4 marzo), e un’intervista all’artista Emilio Isgrò, che racconterà Chiara e Sereni suoi amici (l’11 marzo). Insomma archivi, carte, documenti, immagini che riprendono vita e ci parlano.

Anima di tutto questo è la direttrice di Palazzo Verbania, Chiara Gatti, giornalista e critica d’arte, luinese doc, che intervisterà Isgrò. Una bella sfida? «Sì, ma ce la mettiamo tutta», risponde la direttrice. «Per ridare vita agli archivi ci vuole tanta creatività, ed è quella che stiamo mettendo in campo io e Federico Crimi».

A riprova del lavoro ripreso alla grande dopo lockdown e stop and go, un paio di iniziative, sempre a Palazzo Verbania, per gli 80 anni della prima edizione di “Frontiera” di Vittorio Sereni. “Frontiera in mostra”, il 25 febbraio, che offrirà ai visitatori un Sereni inedito, quello che annotava su blocchi i pensieri, lasciava segni su albi, poi libri, immagini. «Il vero segreto per fare rivivere gli archivi è, senza dubbio, la narrazione: essere capaci di raccontare, qui ed ora, un personaggio, un’opera, un pensiero», sottolinea la giornalista luinese. E poi offrire iniziative, senza sosta.

Sempre nel palinsesto di Palazzo Verbania, una chiusura in bellezza, con un grande convegno in programma il 9 aprile, dal titolo “Ottant’anni di Frontiera (e dintorni)”, coordinato da Clelia Martignoni. Chicca del “convegnone”, come lo definisce la direttrice, la collaborazione-gemellaggio con il Centro di ricerca Franco Fortini, con sede presso l’Università di Siena. Un altro grande della letteratura: per lui e con lui il Centro sta realizzando un’impresa analoga a quella di Luino, con manifestazioni e iniziative dedicate al grande poeta, amico-nemico di Pasolini. «Due personalità agli antipodi – dice Gatti – Sereni e Fortini: il primo taciturno e riflessivo, il secondo focoso». Eppure entrambi amici e grandi intellettuali. Raccontarli così è un altro modo per dimostrare che la cultura aiuta a vivere (meglio).