Palazzo Minoletti, è flop

La Prealpina - 20/02/2021

Palazzo Minoletti: resta tutta da giocare la partita per la valorizzazione dell’ex Casa del Fascio gallaratese, a quasi un anno dall’incarico con il quale l’amministrazione comunale ha iniziato a esplorare le ipotesi per dare nuova vita allo storico edificio affacciato su piazza Garibaldi.

Vetrina online

La collaborazione tra Comune e Camera di commercio avviata nel 2019 prosegue; resta pure la prospettiva di presentare lo stabile alla fiera internazionale del settore investimenti immobiliari, anche se su di essa pende l’incognita della pandemia. Intanto il Minoletti ha trovato una vetrina online, attraverso la pagina web collegata al progetto AttrAct nato in seno all’ente camerale: in essa i 2.600 metri quadrati di superficie complessiva vengono presentati con immagini che illustrano alcuni potenziali impieghi. Gli scenari vanno dalla tavola fredda al pianterreno all’uso degli interni come spazio espositivo o, ancora, come sede per eventi.

Fin qui le ipotesi. Ma la partita, si diceva, resta tutta da giocare. L’incarico assegnato all’inizio di marzo 2020 a una società specializzata per individuare punti di forza e criticità dell’ex Casa del Fascio, per ora, ha dato indicazioni ma non nella misura desiderata da Palazzo Borghi per quanto riguarda le prospettive per il futuro. Che poi è ciò che al Comune interessa di più, per cercare di capire quale indirizzo dare alla propria azione. Da subito il municipio aveva lasciato capire che l’obiettivo di fondo è alleggerirsi dal carico rappresentato dall’edifico ricco di storia ma anche di problemi strutturali. Un anno fa le indicazioni erano state chiare: la volontà è trovare un soggetto che si faccia carico della necessaria riqualificazione, avviando ad esempio un partenariato pubblico-privato o individuando un potenziale acquirente. Non si esclude, insomma, di vendere. Il primo lockdown, scattato subito dopo l’incarico alla società di esperti, ha rallentato inevitabilmente le fasi iniziali del lavoro. Anche la situazione economica che è seguita non ha facilitato le cose. Fatto sta che il Comune non ha finora trovato piena soddisfazione nell’esito della consulenza affidata per capire che cosa si possa fare dell’edificio progettato a fine 1937 da Giulio Minoletti. In previsione ci sono dunque altri due mesi di analisi, con la speranza che a fine primavera si possa avere qualche elemento in più per intavolare ragionamenti. Nel frattempo sul piatto restano tante possibili ipotesi di destinazione. L’unica che al momento sembra scartata in maniera abbastanza decisa è quella di ricavare appartamenti. «E magari non una catena di fast food», aggiunge l’assessore al Bilancio, Stefano Robiati. Ma ad oggi nella vetrina online si registra la massima apertura a qualunque tipo di idea. Dall’impiego commerciale, fino all’eventualità di convertire gli spazi per aprirvi una struttura dedicata alla cura della persona. La strada ancora non è imboccata.


Baricentro culturale

Sullo sfondo piazza Garibaldi che l’amministrazione Mucci percepiva come potenziale baricentro dell’attività culturale cittadina. Nelle immagini che descrivono ipotetici scenari futuri si vede persino un concerto con la gente riunita nel piazzale, per l’occasione abbellito da alberi. Palazzo Minoletti era stato acquisito dal municipio con la prospettiva di farne la sede della biblioteca. Qualcuno sognava persino un’estensione della zona pedonale. Un investimento diretto del Comune ora non è pensabile. La casa della cultura gallaratese, ormai, è diventata il Maga e per la rigenerazione urbana si punta altrove.