Palazzo Estense verso lo scontro finale

La Prealpina - 29/11/2016

Nel Salone Estense stasera arriverà forte l’eco del caso Molina. Formalmente è legato a un documento di censura che nulla c’entra con la Fondazione. È stato sottoscritto un mese fa e proposto da Paolo Orrigoni, ex candidato sindaco: la censura è rivolta a Stefano Malerba, presidente del consiglio comunale ed è riferita «a comunicati e prese di posizione della Lega Civica contro esponenti politici e cittadini» che, a detta di Orrigoni fanno a pugni con il ruolo di «imparzialità del presidente del Consiglio». La mozione è stata inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale di stasera proprio da Malerba, tre giorni prima della svolta del caso Molina: commissariamento del cda presieduto da Christian Campiotti, esponente della Lista civica di Stefano Malerba. La vicenda è, come noto, intricata e complicata e potrebbe avere come risvolto politico, già stasera, la presentazione di una contro-mozione, alla quale starebbe lavorando il consigliere dem Fabrizio Mirabelli e il capogruppo Pd Luca Conte, per raccogliere un consenso bipartisan sulla necessità di tutti i consiglieri di evitare commenti e presunte cadute di stile sui commenti rivolti a chicchessia. Si dice che il documento, potrebbe contenere anche riferimenti palesi al ruolo del presidente del Consiglio comunale. Se la manovra per ricompattare la maggioranza e anche l’opposizione andrà in porto, lo si scoprirà nelle prossime ore. Per il resto, è bagarre sulla vicenda Molina, primo grande vero ostacolo della giunta di Davide Galimberti. Mirabelli non scopre le carte: «Si lavora per rasserenare gli animi in consiglio comunale ponendo paletti ben precisi per il futuro e per uscire dall’impasse». I commenti arrivano anche dalla Regione. Duro quello del consigliere Luca Marsico: «Mi sorprende l’ostinazione con la quale il sindaco Galimberti neghi l’accordo con Malerba, è il segreto di Pulcinella e fino a quando il sindaco non deciderà per una presa di posizione netta non sarà il sindaco di tutti». Gli attivisti 5 stelle di Varese elogiano il lavoro della consigliera regionale Paola Macchi e sostengono: «La condotta del primo cittadino in questa vicenda sembrerebbe confermare l’accordo con la Lega Civica». Paolo Orrigoni invita «a distinguere la censura dal caso Molina» e commenta; «Assurdo prendersela con l’ex sindaco Attilio Fontana e anche con Davide Galimberti che credo non abbiano responsabilità, è un chiaro caso di malagestione del vecchio cda e se avessi agito in una società così sarei stato già preso a calci nel sedere». Il vicesindaco Daniele Zanzi: «Chiedere le dimissioni del sindaco Galimberti è assurdo, il Movimento 2.0 si fa si è sempre fatto garante di trasparenza, mai saputo di accordi sottobanco, non nascondiamo che modo di fare politica della Lega civica e di Malerba è vecchio e noi siamo stati i primi a censurarlo». E Carlo Piatti, consigliere leghista e segretario cittadino: «Il Molina è stato un gioco in mano della Lega Civica, credo che Malerba si debba dimettere almeno da presidente del consiglio comunale ed è il momento che Galimberti si pronunci – dice Piatti – come non credere, altrimenti, che il sindaco non sia sottoricatto?».