Palaghiaccio, qualcosa si muove Il Comune è pronto con il piano B

La Provincia Varese - 27/06/2017

Palaghiaccio, il Comune inizia a studiare le alternative. «Prepariamo i progetti» annuncia il sindaco Emanuele Antonelli, che ieri mattina ha convocato attorno ad un tavolo assessori e dirigenti per cercare di capire come risolvere il rebus palaghiaccio nel caso in cui l’iter della giustizia amministrativa, dopo lo stop al ricorso al Tar della Vip Immobiliare, si concluda definitivamente. Intanto il Pd presenta un’interrogazione sulla vicenda: «L’amministrazione ci dica cosa intende fare dell’area, ma in generale come vuole affrontare il tema delle strutture sportive». Il primo brainstorming Ieri mattina nell’ufficio del sindaco a Palazzo Gilardoni si è svolto il primo brainstorming sul futuro del palaghiaccio di Beata Giuliana dopo lo stop del Tar al ricorso contro l’annullamento della gara vinta dalla Vip Immobiliare. La giunta ha intenzione di mettere le mani avanti: se la società che si era aggiudicata l’appalto per il completamento e gestione della struttura di via Minghetti dovesse rinunciare a ricorrere al Consiglio di Stato, a metà luglio potrà prendere forma il “piano B” per dare una nuova destinazione al famigerato scheletro. «I soldi ci sono, quelli che ci ha devoluto la Provincia, ma sono vincolati al completamento della struttura – fa sapere il sindaco – apriremo il confronto con l’amministrazione provinciale auspicando che sia disponibile a valutare un cambio di destinazione. Intanto ho chiesto di iniziare a studiare dei progetti alternativi». Le strutture Nei mesi scorsi si è ipotizzata una riconversione a palazzetto polivalente o a “casa” delle rotelle, ma si proverà anche a verificare la possibilità di abbassare il fondo o di sistemare le volte del soffitto per rendere la struttura compatibile con una destinazione a palaginnastica. Si muove anche il Pd: «La palla è nelle mani dell’Amministrazione. Oltre a dirci cosa intenda fare dell’area, è bene che sindaco e giunta ci dicano come intendano affrontare in generale il tema delle strutture sportive in città – fa sapere Massimo Brugnone, primo firmatario dell’interrogazione del Pd – pensando ad una famiglia con più bambini che frequentano sport diversi è facile capire quanto l’ubicazione delle strutture sportive sia importante per evitare di dover attraversare la città o sdoppiarsi nell’accompagnare i figli agli allenamenti. A livello sportivo Busto Arsizio presta un servizio educativo importantissimo per i nostri ragazzi e per quelli dei paesi limitrofi»

 

Dieci anni fa l’inizio del grande cantiere Poi solo fallimenti e carte in tribunale

 

Il Palaghiaccio di Beata Giuliana è ad un passo dal definitivo tramonto: se verrà confermata (o se non verrà impugnata) la sentenza del Tar, l’amministrazione rinuncerà al progetto originario e proverà a riconvertire lo scheletro per altre discipline sportive, si parla di ginnastica e pattinaggio a rotelle, che a Busto hanno centinaia di tesserati ma soffrono di impiantistica inadeguata. Storia infinita che dura da dieci anni, da quando l’amministrazione provinciale di Marco Reguzzoni stanzia 5,2 milioni nell’ambito della convenzione tra Provincia e Comune. I lavori iniziano sotto la giunta Galli, ma si bloccano per il fallimento dell’impresa appaltatrice. A quel punto è il Comune ad assumersi l’onere di completare l’opera, “ereditando” tre milioni di euro dalla Provincia, in parte già spesi su via Minghetti. Il progetto per il completamento e la gestione del Campus, sulla base dell’offerta vincente della Vip Immobiliare (investimento totale previsto, 14 milioni), prevedeva il completamento della struttura con palaghiaccio a tre piste e annesse area ristorante, campo sportivo con tribune, area servizi costituita da centro riabilitativo, palestra, centro radiologico-ortopedico, ma anche la realizzazione di un’area commerciale funzionale agli impianti e di una centrale di cogenerazione energetica interrata. Il tutto con un contributo dell’amministrazione di due milioni (uno subito, l’altro spalmato negli anni) e di una compensazione da 200 mila euro per il servizio pubblico offerto. La scoperta di una fidejussione falsa come cauzione provvisoria a garanzia dell’offerta della Vip induce Palazzo Gilardoni ad annullare l’aggiudicazione e a far decadere la gara d’appalto, che non aveva altri partecipanti. La bocciatura del ricorso al Tar contro l’annullamento («su tutta la linea» stando all’interpretazione del Comune) chiude forse in maniera definitiva la vicenda. Anche se Vip ha tempo fino a metà luglio per ricorrere al Consiglio di Stato. n