Pagamenti pubblici a rilento La Corte Ue condanna l’Italia

La Prealpina - 29/01/2020

L‘Unione Europea bacchetta l’I t alia per i ritardi nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione. «L’Italia avrebbe dovuto assicurare il rispetto da parte delle pubbliche amministrazioni, nelle transazioni commerciali con le imprese private, di termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni», ha stabilito la Corte di Giustizia Ue nella sentenza che vede la Commissione Ue contro l’Italia per i ritardi dei pagamenti. La Commissione aveva aperto una procedura d’i n f r azione contro Roma, deferendola alla Corte che ieri «ha constatato una violazione della direttiva sulla lotta contro i ritardi di pagamento». «Purtroppo siamo stati facili profeti – commenta il presidente nazionale di di Confartigianato, Giorgio Merletti – La Pubblica Amministrazione italiana non rispetta la legge sui tempi di pagamento nei confronti dei propri fornitori e ora subiamo la condanna della Corte di giustizia europea, su ricorso della Commissione Ue. È dal 2013, anno di entrata in vigore in Italia della norma di recepimento della direttiva europea del 2011 contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che Confartigianato denuncia il problema. Ma purtroppo succede sempre che le leggi approvate all’unanimità sono le prime ad essere disattese». E ad andarci di mezzo sono, ovviamente, le imprese. Anche in provincia di Varese. «Dobbiamo dire che dal 22011 ad oggi la situazione è migliorata – commenta Juri Franzosi, direttore generale di Ance Varese – ma a un ritmo troppo lento. Nella nostra provincia abbiamo una situazione non uniforme. Ci sono comuni virtuosi che pagano a 30 giorni e altri enti, invece, che mettono in seria difficoltà le aziende». Ma sono i numeri a livello nazionale ad evidenziare bene la gravità del fenomeno. Per il settore delle costruzioni i ritardi arrivano anche a 4 mesi e mezzo, con pagamenti mancati per sei miliardi di euro. C’è una via di uscita? Secondo Confartigianato una strada da percorrere esiste. Si chiama compensazione. «È dal 2013 che noi denunciamo il problema – sottolinea Merletti – e, contemporaneamente, proponiamo una soluzione. Si tratta della compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la pubblica amministrazione. È una soluzione concreta ed efficace per il pagamento dei debiti, che dà una mano anche alle imprese. Noi siamo controllati su ogni aspetto delle nostre attività, viene giustamente chiesto di non evadere, ma poi l’a m m i n i s t r a z i one pubblica si dimentica di pagare i suoi debiti. Così non funziona. La via d’uscita esiste. E forse sarebbe bene praticarla».

Il tempo medio è di 54 giorni Al Nord performance migliori

– Il tempo medio con cui la pubblica amministrazione nel 2018 ha saldato i suoi debiti è di 54 giorni, con un ritardo medio di 7 giorni sulla scadenza delle fatture. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento sui pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione. pubblicato sul dal Mef a novembre. Analizzando i dati contenuti nella Piattaforma dei crediti commerciali, attraverso il quale il Mef monitora il processo di estinzione dei debiti della P.a. (oltre 22.200 le amministrazioni pubbliche registrate), il ministero spiega che nel 2018 sono state registrate oltre 28 milioni di fatture ricevute, e non respinte, per 163,3 miliardi di euro, di cui 145 effettivamente liquidabili (al netto di Iva e importi sospesi e non liquidabili). La Piattaforma ha rilevato i pagamenti per 22,1 milioni di fatture, per 128,3 miliardi di euro, che corrisponde a circa l’88,5% del totale. «Si registra – osservava il ministero – un significativo miglioramento rispetto ai tempi medi di ritardo relativi alle fatture del 2017 (10 giorni) e del 2016 (16 giorni)». Stando ai dati della Piattafroma di monitoraggio, sottolinea il Mef, si è registrato «un miglioramento dei tempi di pagamento sistematico e continuo. Tale tendenza risulta essere generalizzata e riscontrabile per i diversi comparti delle Pubbliche amministrazioni, sebbene permangano situazioni differenziate a livello territoriale». Rispetto alla media nazionale, il Nord risulta un pagatore più puntale, con tempi mediamente inferiori di 8 giorni, il Sud fa registrare un valore medio superiore di 11 giorni, nel Centro emerge un tempo medio di pagamento di 3 giorni superiore