Padova Interporto, arriva il “raddoppio” della Camera di Commercio

Altra Testata - 01/02/2017

 

Altri 1,5 milioni di euro per Interporto. Ieri all’ora di pranzo, a poco meno di 24 ore dalla prima assise nazionale delle Camere di Commercio Italiane prevista per questa mattina nell’aula magna Galileo Galilei dell’Università, la giunta dell’ente camerale padovano ha approvato un’ulteriore partecipazione all’aumento di capitale di Interporto Padova. Un’iniezione di denaro che servirà a dare nuovo slancio alla centralità logistica della città di Antenore nel contesto triveneto ed europeo. «La scelta di fare l’assise nazionale qui a Padova è il riconoscimento del ruolo strategico di questo territorio e della nostra Camera di Commercio sia in termini di innovazione – proprio qui ha sede il Data Center di Infocamere per tutte le imprese del Paese – che di scelte infrastrutturali», ha dichiarato il presidente della CCIAA di Padova Fernando Zilio. «Con questo ulteriore investimento, che va annoverato come la prima azione concreta di quel progetto di Padova 4.0 già concordato con alcune amministrazioni locali e regionali, si punta a rafforzare ulteriormente il ruolo di Padova come snodo cruciale nelle reti di interscambio commerciale e civile a livello nazionale. L’operazione metterà Interporto nelle condizioni di accelerare lo sviluppo della mobilità del futuro e per rendere la zona industriale più attrattiva, così da stimolare investimenti e creare nuovi posti di lavoro».

La mossa ha come obiettivi la progettazione, il potenziamento e lo sviluppo dei principali collegamenti ferroviari e delle arterie viarie fra Padova e le direttrici Nord-Est-Sud d’Italia. «Come Camera di Commercio», aggiunge Zilio, «crediamo fermamente nel ruolo dell’Interporto di Padova come cuore pulsante dello sviluppo intermodale del nostro territorio e del Nordest». Un investimento che ha tre precise linee di indirizzo. La prima legata a stimolare lo studio di un piano di fattibilità del collegamento ferroviario fra l’Interporto, la stazione di Padova e lo svincolo per Trieste, creando un asse di raccordo tra Milano e Trieste, passando per Padova e Bologna così da rafforzare la linea Est-Ovest-Sud di cui la città è un centro, incentivando lo sviluppo della ferrovia ad Est (lungo l’idrovia verso Mestre e Adria) e il collegamento per i pendolari fra la stazione, Camin e la Zip. Punto quest’ultimo che si rende necessario per accrescere ulteriormente l’attrattività economica della zona industriale. Ma la Camera di Commercio punta anche ad un’accelerazione dell’ampliamento delle tangenziali (fra cui il prolungamento della Statale del Santo), della Statale 10 fra Monselice e Montagnana e della Statale che collega Limena a Cittadella e Bassano. È un piano di grande respiro per una provincia che si candida a essere non solo centro geografico ma anche infrastrutturale del Nordest e e che vede nell’ulteriore aumento di capitale di Interporto solo uno dei passi necessari alla realizzazione dei propri obiettivi.

E mentre si ragiona di accorpamenti tra enti camerali, spesso dissanguati dai tagli, la partecipazione all’aumento di capitale di Interporto con ulteriori 1,5 milioni di euro rappresenta passo in avanti anche nel risiko delle partecipate assicurando alla CCIAA di Padova il 32,75% di una delle più strategiche società a controllo pubblico della provincia. E anche se nulla cambierà a livello di equilibri interni al Cda della struttura logistica

(al Comune rimarrà il 18,43%, alla Provincia di Padova il 15,59, ad Aps Holding 9,74%, a Zip 6,40% ecc) solo per uno “zerovirgola” (esattamente lo 0,16%) un eventuale accordo tra Comune e Provincia potrebbe mettere in minoranza la Camera sulle scelte strategiche legate alla logistica.