Padova Camera di commercio in positivo per 1,3 milioni

Altra Testata - 27/04/2016

MATTINOPADOVA

Nonostante la riduzione del 35%, imposta per legge, dell’entrata principale, la Camera di commercio di Padova chiude il 2015 con un risultato positivo per 1,37 milioni. Si legge nel bilancio approvato dalla giunta camerale il 12 aprile scorso dal quale emerge come il risultato sia in flessione di 1,5 milioni rispetto al 2014 ma a fronte di un calo del diritto annuale (il tributo dovuto alla Camera da ogni azienda iscritta nel registro delle imprese) superiore ai 6,6 milioni. L’ente presieduto da Fernando Zilio ha, quindi, stretto la cinghia e potuto contare sulla liquidazione della partecipazione detenuta in Serenissima Spa (l’ex Autostrada Venezia Padova) per 10,6 milioni che ha garantito una plusvalenza da oltre 3,6 milioni. Da qui un avanzo di esercizio per oltre 8,6 milioni (3,1 milioni nel 2014).
Dal bilancio, sempre a riguardo della partecipazione liquidata nella società promotrice del project financing del Grande raccordo anulare di Padova, emerge anche un altro dettaglio inedito. Ovvero che Serenissima Spa pagherà tramite versamenti in contanti, per la maggior parte, ma anche attraverso la cessione per un valore di poco inferiore al milione (898mila euro) di azioni Interporto di Padova di cui la Camera è già azionista (28,5%). Tra i pacchetti azionari detenuti dall’ente di piazza Insurrezione spiccano quello in Tecno Holding (società finanziaria del sistema camerale italiano) che Zilio vuole dismettere (a bilancio vale oltre 27 milioni), Fiera Immobiliare (17,3 milioni), Interporto (12,4 milioni) e A4 Holding (oltre 7 milioni). Complessivamente il portafoglio ha subito svalutazioni per 289mila euro.
Sul fronte delle entrate, il 70% è ancora garantito dal diritto annuale (che vale 12,5 milioni mentre ammontava a 19,2 milioni nel 2014). A seguire i diritti di segreteria (25%, stabili a 4,7 milioni), contributi e trasferimenti (3%) e cessioni di beni e servizi (2%). Per quanto riguarda, invece, i costi nel 2015 ci sono stati tagli complessivi per oltre 5,3 milioni (da 21,9 a 16,5 milioni di euro). Si va dal calo per 193 mila euro del costo del personale agli oltre 1,5 milioni recuperati sul fronte dei costi di funzionamento. In percentuale sui costi complessivi, il 29% è legato al personale, il 34% alle spese di funzionamento e il 16% agli interventi economici. Si parla, rispetto a quest’ultima voce, di un’uscita complessiva per 2,6 milioni che ha il capitolo più corposo legato alla competitività internazionale (1,4 milioni) e alla competitività di imprese e territorio (940mila euro). A seguire 92mila euro per economia verde ed energie rinnovabili.