Ozono: Varese maglia nera “esporta” inquinamento in Ticino

La Prealpina - 13/06/2017

Scadente. È impietoso, quasi da matita blu, il giudizio sull’indice di qualità dell’aria di Varese in quest’ultima rovente settimana. A preoccupare sono soprattutto i livelli delle concentrazioni di ozono registrati nella giornata di domenica nella stazione di rilevamento di Arpa Lombardia in via Manin. Sia il dato relativo al massimo giornaliero (209 microgrammi per metro cubo, a metà strada tra il valore limite di 180 μg/m3 e la soglia di allarme di 240 μg/m3), sia il massimo giornaliero della media mobile su otto ore di ozono troposferico sul territorio comunale, che ha raggiunto domenica 193μg/m3 contro i 120 μg/m3 di valore obiettivo tollerato.

In materia di smog estivo, Varese purtroppo batte tutti sul territorio regionale: sempre domenica, il massimo di ozono registrato a Milano è stato sì elevato, ma non si è spinto oltre quota 176 μg/m3. Stesso discorso per Como (177 μg/m3), Pavia (169 μg/m3) e Bergamo (167 μg/m3). Così, a occhio, le previsioni meteo non lasciano molte speranze di miglioramento in questa settimana. Di fronte alla situazione di emergenza, Legambiente Lombardia chiede di informare i cittadini. Questo, a detta degli ambientalisti, è quanto succede nel vicino Canton Ticino, territorio a suo modo “vittima” dell’inquinamento proveniente dall’area padana lombarda, in cui da giorni i giornali e i bollettini televisivi quotidiani informano gli abitanti sulla situazione dell’aria e sui comportamenti corretti da adottare. Secondo Legambiente, «i cittadini lombardi, invece non dispongono della stessa premura: l’informazione sul rischio ozono è difficile da rintracciare, compare solo nota informativa sul sito di Arpa Lombardia».

«Se respiriamo la stessa aria degli svizzeri, e per di più siamo noi lombardi ad avere le responsabilità maggiori dell’inquinamento, per quale ragione l’allerta sanitaria nella nostra regione non si percepisce? Non ci stancheremo, come ogni anno, di denunciare la grave sottovalutazione dell’inquinamento estivo da ozono – ha dichiarato ieri Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – In situazioni come quella che stiamo vivendo è imperativo, per le autorità pubbliche, diramare informazioni capillari ai cittadini, per evitare che essi assumano inconsapevolmente comportamenti pericolosi per la loro salute, peggiorando gli effetti nocivi dell’inquinamento da ozono, soprattutto per le vie respiratorie». Gli orari più critici per gli alti livelli di ozono, che esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata. Dunque, se possibile, le attività all’aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere chiuse porte e finestre.

Un’attenzione particolare deve essere riservata ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell’ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie.