Overbooking e code Al freddo gli anziani e decine di adolescenti

La Prealpina - 26/10/2021

 L’overbooking al centro vaccinale ha causato ieri lunghe code a MalpensaFiere. Anziani al freddo per ore, molti in carrozzina. Uno di loro, 86 anni, è svenuto per ipotermia tra le braccia della figlia. Scene assurde, che hanno scatenato la rabbia di parecchie persone. L’Asst Valle Olona si è scusata, spiegando che si è trattato di un problema sulle prenotazioni: in genere il 30 per cento di chi programma l’iniezione poi non si presenta. Ieri sono arrivati tutti, forse anche per la necessità di ottenere al più presto il green pass da esibire al posto di lavoro. A Busto Arsizio invece dei mille “pazienti” quotidiani ne sono arrivati 1600, al centro vaccinale nell’ospedale di Gallarate dalla media di 350 persone si è passati all’improvviso a seicento.

Arriva il freddo

«Per fortuna non piove – diceva uno dei cittadini in attesa – Avevo la convocazione alle 11 e alle 14 sono ancora qui fuori. Ma tutti questi mesi di esperienza a cosa sono serviti?».

Più angosciata Simona S. «Ho accompagnato mio padre, abbiamo passato un’ora e mezza al freddo, allucinante. Una marea di over 80, molti sulla sedia a rotelle. Mio padre è svenuto nell’attesa: mi è caduto tra le braccia, con gli occhi aperti, pareva morto. Uno spavento incredibile. Per fortuna il personale è stato tempestivo, un dentista in coda mi ha subito aiutato poi sono arrivati i soccorritori con l’ambulanza». L’anziano si è ripreso e ha ricevuto la dose di vaccino, quindi è stato accompagnato a casa, ma la figlia è furiosa: «Prima c’erano a disposizione spazi più ampi, potevi stare anche tre ore ad aspettare e non c’erano problemi. Adesso tutto si complica, le istituzioni devono intervenire. È inaccettabile». Simona è tranchant: «Personale gentilissimo, l’organizzazione uno schifo. Hanno accolto più prenotazioni del dovuto. So che non è la prima volta, ma adesso viene il freddo, non si può pensare di lasciare gli anziani all’aperto».

In coda, però, non c’erano solo nonni. Oltre a prime e terze dosi anti-Covid, erano in atto anche vaccinazioni per ragazzini saltate lo scorso anno. «Mia figlia – raccontava un’altra donna – doveva fare il richiamo, dopo essere stata la prima volta in viale Stelvio. Siamo arrivate per le 15.25 ma la coda non si è mai mossa. Alla fine abbiamo rinunciato, per tornare un’altra volta, ma chi ha chiesto un giorno di permesso dal lavoro è rimasto. Il fatto è che pareva di stare fermi. Quando sono venuta per le mie due dosi anti-Covid non ho fatto un secondo di coda, non mi spiego questo caos». Tra i minorenni, le richieste erano le più varie, dal papilloma virus al vaccino esavalente, all’antitetanica. “Avanzi” di un 2020 in cui tutto era saltato.

Dodici linee

A scusarsi con la popolazione è Marino Dell’Acqua, direttore socio sanitario dell’Asst Valle Olona. «C’è stato un overbooking esagerato. Prenotazoni eccessive, cui abbiamo dato risposta attivando 12 linee invece di 10 e proseguendo oltre le 17 – dice – In un punto vaccinale da mille dosi al giorno, se ne sono fatte oltre 1600. Avevamo dato la disponibilità per prime e terze dosi fino al primo pomeriggio, per lasciare poi spazio ai ragazzi. le cui prenotazioni sono di un mese fa». Sulla base dell’esperienza maturata, sono state inviate le lettere di invito aumentando del 30 per cento i numeri, una cifra pari alla media di chi non si presenta alla convocazione. Sono arrivate di fatto più persone del previsto e si sono dovute attivare altre linee. Altri ritardi sono stati determinati dall’effettuare vaccino e anti-influenzale. «Abbiamo corretto il tiro – conclude Dell’Acqua – da qui a venerdì sono state stoppate le prenotazioni, si accoglie chi aveva già prenotato ma non oltre per tornare a limiti sopportabili. Qui arriva tanta gente, assorbiamo anche chi viene dalla provincia di Milano. Ci scusiamo con gli utenti, però tutti hanno ottenuto il vaccino». Asst conta di tornare oggi ai numeri “normali”: «Qualcuno dovrà aspettare giorni in più, ma non abbiamo rimandato indietro nessuno. Stiamo dando il massimo possibile».

 

Non doveva accadere

Qualsiasi cosa sia accaduta, fosse anche l’esaurimento (numerico) dei vaccini o l’esaurimento (psicofisico) dei vaccinatori, non doveva accadere. Agli anziani e ai loro accompagnatori che ieri sono rimasti in coda per ore all’ingresso di MalpensaFiere, al freddo, incollati l’uno all’altro, sarebbe il caso di rispondere con tante scuse e senza scusanti. Ma una domanda – chiediamo venia se banale – vale la pena di rivolgerla all’Asst Valle Olona, cui spetta la responsabilità del centro vaccinale: sei mesi di esperienza, da quel 31 marzo in cui avvenne l’inaugurazione con il generale Figliuolo, non sono bastati per trasformare l’efficienza del servizio pubblico in una prassi consolidata, non solo un vanto ma una regola, un diritto? Ci eravamo illusi. Dopo una falsa partenza (il portale di Aria), la Lombardia ha vinto la maratona vaccinale grazie alla saldatura fra i settori sanitario e amministrativo: con prime e seconde dosi e nuove prenotazioni la copertura immunitaria sfiora il 90%. Grande l’orgoglio lombardo, sottolineato in ogni nota stampa, evento, intervista. Giustificato, certo, perché dietro i record ci sono sempre grandi storie di abnegazione e sacrificio. Questo però non basta a derubricare quanto accaduto ieri in incidente di percorso, soprattutto a fronte della spiegazione ufficiale fornita dall’Azienda: come già sperimentato negli ultimi mesi, era stato calcolato l’arrivo del 30% in meno di prenotati e invece si sono presentati tutti. Gli over 80 per ricevere la terza dose. I 30/50enni per ricevere la prima: sono stati questi ultimi a scombinare i calcoli, forse tutti irriducibili convertitisi al vaccino sulla strada del green pass. Appunto. Qualsiasi cosa sia accaduta ieri a MalpensaFiere, e ora sappiamo cosa, non doveva accadere perché l’obbligo di possedere il green pass mesi fa non c’era e ora c’è. Per prevedere affollamenti all’hub bustocco – soprattutto dopo il taglio da 30 a 10 linee vaccinali e la chiusura di quello alla Schiranna – non servivano algoritmi: spesso funzionano meglio il criteri spannometrici.