«Ostinazione intelligente»

La Prealpina - 10/05/2016

Su Renato Scapolan ci sarebbe molto da raccontare perché quando un imprenditore spende una vita intera per la propria impresa, ma anche in quelle istituzioni dove l’impresa deve essere la vera protagonista, le azioni, le decisioni, le responsabilità rappresentano tutto se stesso.

Renato è sempre stato un uomo di punta dell’economia del nostro territorio: è nato e cresciuto con quell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese che, oggi, è Confartigianato Imprese Varese (nel 2004 ne è vicepresidente vicario) ma anche con la Camera di Commercio di Varese (nel 1997 ne era consigliere e nel 2007 entra a far parte della Giunta fino a ricoprire il ruolo di vicepresidente). E poi gli incarichi a Promovarese, a Malpensafiere, nella Commissione Provinciale dell’Artigianato fino alla vicepresidenza di Unioncamere nazionale e nel consiglio delle Camere di Commercio italiane all’estero.

Ma al di là di tutto questo, al di là degli impegni istituzionali, Renato Scapolan era un vero imprenditore e un vero uomo di associazione. Un combattente determinato, passionale, leale e sempre pronto a difendere e sostenere prima di tutto l’interesse delle imprese e dell’istituzione che rappresentava. E questa forza, questo suo essere anche fuori dagli schemi, gli permetteva di generare altrettanto entusiasmo e convincimento nei suoi colleghi e nei suoi collaboratori.

Le cose vere e difficili si realizzano così. Con chi, spesso da solo sulla barricata, provoca il confronto fra più persone e le costringe a prendere posizione, ad approfondire anche solo per confutare le proposte e le idee più improbabili per poi, insieme, arrivare alla decisione migliore: quella vera, quella di tutti.

Confartigianato Imprese Varese ricorda ancora le tante iniziative che si sono potute realizzare spesso partendo da un’intelligente ostinazione di Scapolan, sempre pronto però a recepire le idee e a fare propri i suggerimenti di chi regolarmente interpellava, sentiva, cercava per un confronto. Sapeva sempre esprimere l’essenza del leader e dell’uomo artigiano, dell’imprenditore, senza mai risparmiarsi – anche fisicamente – davanti a tutto e senza distinguere la sfera personale e privata con quella pubblica, di uomo di impresa, di associazione. Di presidente della Camera di Commercio. Lui non faceva differenza tra tutti questi ruoli perché riusciva a rimanere sempre e comunque se stesso.

E fu anche questa sua ostinazione costruttiva a portare Confartigianato Imprese Varese a quello che è oggi l’Associazione: una realtà aperta sul territorio grazie a quella voglia di scoprire, di capire, di portare alla conoscenza di tutti che era tipica di Scapolan. Le battaglie a favore dell’impresa – su tutti gli ostacoli che tolgono competitività, libertà e iniziativa imprenditoriale, anche serenità – ma soprattutto il suo inarrestabile impegno sulle nuove occasioni che le aziende possono cogliere dall’export. Questo è il tema che forse lo ha più appassionato, perché Renato pensava che l’internazionalizzazione fosse un aspetto fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle aziende. Aveva ragione.

E questa sua insistenza – mai al di sopra delle righe – la praticava anche nei confronti delle istituzioni economiche e politiche del territorio: dalla sua Tradate in su. Perché per lui non era importante essere il “presidente”: un imprenditore fa gli interessi delle imprese. Ed è questo che ha sempre fatto Renato Scapolan.