Ospitalità a Varese: ecco i numeri

La Prealpina - 25/07/2017

La crescita è stata notevole, con gli arrivi che tra il 2006 e il 2016 sono più che raddoppiati, passando da circa 600mila a un milione e 300mila, superando nella classifica lombarda anche Como! Una domanda d’accoglienza che ha avuto come riflesso un rafforzamento dell’offerta di strutture ricettive, che hanno anche diversificato la gamma dei servizi e della tipologia d’ospitalità.
«Certo, la diversificazione esprime quell’esigenza di ospitalità “flessibile” che i turisti vanno sempre più cercando» dice Massimiliano Serati, economista dell’Università Carlo Cattaneo LIUC e responsabile dell’osservatorio turistico regionale T.R.A.V.E.L. «Inoltre, risponde al bisogno di garantire un’offerta ricettiva anche laddove non sono insediate, magari solo per il momento, soluzioni d’accoglienza legate alle forme alberghiere tradizionali. In particolare, poi, le strutture complementari richiamano soprattutto un turismo leisure, di relax e svago, che evidenzia una permanenza media più alta sul territorio».
Ritornando ai numeri, l’analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio, pubblicata sul portale OsserVa, indica che, nel già citato periodo 2006/16, il numero dei posti letto in provincia di Varese è cresciuto da poco più di 17mila a 24.450 (+44%) mentre le strutture, alberghiere ed extra-alberghiere, sono salite da 299 a 507.
La fotografia segnala altresì un cambiamento nella mappa della ricettività turistica varesina: se undici anni or sono il peso degli alberghi era pari al 56% degli esercizi turistici, nel 2016 era sceso al 30%. Di converso, si rafforza il rilievo degli esercizi complementari, ora al 70%, comprendendo bed and breakfast (233 nell’ultima rilevazione, per oltre mille posti letto), case vacanze, foresterie, campeggi e ostelli.
Naturalmente, l’impatto a livello di posti letto non è altrettanto consistente, poiché nella maggior parte dei casi si tratta di soluzioni a ospitalità limitata. Nell’ultimo quinquennio si evidenzia, però, una crescita anche sotto questo aspetto: nel 2011 il 40% dei posti letto erano offerti dai complementari mentre nel 2016 si arrivava al 48%. C’è insomma una tendenza all’allineamento tra posti letto alberghieri e non (12.798 contro 11.652).