«Ospedale unico, i soldi ci sono» E Gallarate punta tutto sull’area 336 Ivan Basso testimonial della bicicletta sicura in città? «Bene. Meglio ancora però una strategia per la sicurezza in bici e sulla strada». La proposta arriva da Fiab Ciclocittà, associazione che si occupa di politiche legate alla mobilità sostenibile, con particolare attenzione a quella ciclabile. Dopo che il 15 novembre scorso un uomo era morto investito da un camion mentre percorreva via Torino in bicicletta, il campione di Cassano Magnago si è speso, su invito del sindaco Andrea Cassani, come testimonial per la sicurezza di chi pedala nei Due Galli. «Che Ivan Basso si spenda per questo tema è una buona notizia – afferma il presidente provinciale di Fiab Varese Ciclocittà Leonardo Savelli – il primo cittadino ha fatto bene a coinvolgerlo. Ma la sicurezza in bicicletta va molto al di là dell’indossare il casco», come consigliato dal vincitore di due edizioni del Giro d’Italia. Certo, proteggere la testa è un abitudine che «resta fondamentale per salvare la vita e la salute dei ciclisti». Meglio mettere in campo «un’azione strategica in cui lo stesso Basso, insieme ad altre associazioni di ciclisti, potrebbe fare la sua parte, collaborando con il Comune». La proposta di Savelli è quella di legare il ruolo del campione «alla creazione di una consulta, che possa promuovere progetti e iniziative sul tema». Ovvero un organismo che possa sensiblizzare sia chi guida un mezzo a motore sia chi è in sella ad uno a pedali a prestare maggiore attenzione. Oltre a fare da pungolo alla pubblica amministrazione nell’ottica di una «più incisiva volontà di educare, sanzionare e adeguare le infrastrutture». Lo stesso Codice della Strada, ricorda Fiab Ciclocittà in una nota, «parla specificamente di piani di educazione stradale da portare avanti nelle scuole di ogni ordine e grado». Progetto che ad oggi viene portato avanti dagli agenti della polizia locale. Su un piano più pratico, l’associazione indica come sia «necessario verificare che la segnaletica in città tenga conto delle effettive necessità di ciclisti e pedoni». Insomma, «va benissimo coinvolgere un campione come Basso, ma per ottenere risultati ci vuole una strategia a lungo termine per la formazione e la sensibilizzazione, con obiettivi quantificabili e misurabili». Un progetto al quale Fiab Ciclocittà si candida a partecipare. n R. Sap. GALLARATE Fiab Ciclocittà e il cassanese testimonial con il Comune: «Più progetti per tutti» «Ben venga la campagna di Basso Aiuti ad insegnare la sicurezza» Passaggio del servizio idrico ad Alfa, i tredici Comuni azionisti in Amsc dovranno cedere le loro quote. Le azioni “dell’acqua” di proprietà delle amministrazioni comunali non hanno infatti più ragione di esistere dopo l’affitto del ramo d’azienda prorogato oltre il 31 dicembre 2016, data entro la quale era prevista la cessione. La precisazione arriva dalla Multiservizi stessa dopo che uno dei Comuni, Somma Lombardo, ha congelato la restituzione delle quote in attesa «della sentenza del Consiglio di Stato», al quale è ricorso Aspem, bloccando la cessione del ramo i

La Provincia Varese - 22/12/2016

Ospedale unico, Gallarate punta sui terreni della 336: a gennaio la consegna della documentazione richiesta dal comitato di pilotaggio di Regione Lombardia, che dovrà valutare l’area da scegliere per l’edificazione del polo sanitario. «I soldi ci sono»: lo ha confermato ancora una volta il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, che all’incontro di martedì sera a Palazzo Estense per presentare il Patto per la Lombardia ai sindaci (erano presenti anche il gallaratese Andrea Cassani e il bustocco Emanuele Antonelli), ha ribadito che nel capitolo sulla sanità da 500 milioni di euro rientreranno anche le risorse necessarie ad avviare il “project financing” del nuovo ospedale. Comitato di pilotaggio In questa fase, le due amministrazioni comunali sono al lavoro per predisporre le schede relative alle aree potenzialmente candidate ad ospitare il nuovo polo sanitario. La documentazione, che era stata richiesta nell’ultima riunione del “comitato di pilotaggio” presieduto dall’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, verrà consegnata presumibilmente nelle prossime settimane, in vista del prossimo incontro che, secondo il sindaco Andrea Cassani, si svolgerà «verosimilmente a gennaio». Gallarate ha deciso che punterà le proprie carte solamente sull’area della 336 al confine con Busto, ritenuta strategica per la presenza di collegamenti già efficienti, anche in virtù del fatto che il progetto della variante della Statale 341 è stato finanziato nel Patto per la Lombardia. Presenterà invece una rosa di ipotesi Busto Arsizio. «Perché chiuderne uno?» Nel frattempo esterna i suoi dubbi sull’ospedale unico il Movimento Cinque Stelle di Busto Arsizio, che avrebbe voluto discutere dell’operazione in consiglio comunale. «Siamo sorpresi che una scelta dalle importanti ricadute per la città e per la qualità del nostro servizio sanitario non sia mai stata condivisa con il consiglio comunale – fanno sapere i consiglieri Luigi Genoni e Claudia Cerini – la previsione di chiudere gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate e di unificarli in un Nuovo Ospedale Unico, del quale non conosciamo né le caratteristiche né il luogo si inserisce in un contesto, da un lato, di presunta ottimizzazione che ad oggi si evidenzia principalmente con la chiusura di reparti ospedalieri, a volte di primaria importanza per le comunità locali (come la maternità ad Angera), dall’altro, di diffusione sempre più massiccia delle attività in libera professione, anche presso ospedali pubblici, con tempi di attesa inaccettabili per le visite e gli esami diagnostici col sistema sanitario». I dubbi dei “grillini” bustocchi riguardano la possibile riduzione di posti letto, l’accessibilità della nuova sede, il rischio di chiusura di reparti di eccellenza e di perdita di posti di lavoro, il rischio di speculazioni edilizie. Ma si chiedono anche «perché due città importanti per numero di abitanti debbano perdere un ospedale quando altre città simili, come Varese, ne hanno addirittura due». n