Ospedale nuovo «fattibile»nell’area di MalpensaFiere

Il governatore Roberto Maroni pone il problema risorse di fronte all’idea di un nuovo unico ospedale tra Busto e Gallarate? Il territorio non si scompone. Anzi, proprio la Lega Nord rilancia un’idea già proposta dieci anni fa sempre in fase di campagna elettorale: una nuova struttura sanitaria a Malpensa Fiere, non al posto dei padiglioni espositivi ma nel parco, in mezzo al verde, che diventerebbe fruibile a tutta la città.

A pensarla così è Giampiero Reguzzoni, assessore comunale uscente all’Urbanistica e ora consigliere regionale nella maggioranza guidata da Maroni. Lui, come il centrodestra (e pure il centrosinistra) locale, in quell’idea ci crede.

E pensa che si possa realizzare attingendo a fondi privati e non solo pubblici. «Lanciai quest’idea dieci anni fa, in vista delle amministrative, quando la Lega correva da sola – ricorda Reguzzoni – Partivo dal presupposto che due strutture in due centri urbani dove non hanno possibilità di sviluppo, anche dal punto di vista delle infrastrutture, abbiano costi di gestione molto alti. Penso soprattutto a Busto, dove l’ospedale ha oltre cento anni di storia e nessuna opportunità di espandersi.

Non voglio parlare di sprechi, ritengo semplicemente che le spese potrebbero essere ridotte se nascesse una struttura tra le due città, che sia facilmente raggiungibile dai due territori.

E’ con questo spirito che partì allora la proposta». Obiettivo è, dunque, portare un risparmio notevoli nella gestione.

«L’ospedale unico dovrebbe essere riferimento per tutta la zona, divenendo l’ospedale anche di Malpensa, una realtà importante, a due passi da qui, che non si può non considerare – chiarisce Reguzzoni – La zona allora identificata era quella di Malpensa Fiere, area che nel Pgt è indicata con destinazione a servizi per la città. Io pensavo a un “ospedale parco”: parliamo di un totale di 500mila metri quadrati, potrebbe nascere una struttura sanitaria immersa nel verde, con un parco magari usufruibile dal resto della città. Vivibile non solo dai pazienti dei reparti, ma a vantaggio di tutti quanti».

Reguzzoni aveva teorizzato il mantenimento di un punto di primo intervento a Gallarate, per non lasciare sguarnito quel territorio.

E la pensa ancora così: «Parliamo in linea d’aria di distanze davvero brevi, ma un punto di riferimento ci vuole. Forse non si riuscirebbe ad avere un pronto soccorso, che richiede standard particolari, ma un primo intervento sì».

Per Reguzzoni l’idea «non è totalmente tramontata, anzi è attualizzabile». «Il problema, oggi, sono le risorse – chiarisce – ma l’ospedale di Como è stato pensato con modalità nuove, con gestione affidata ai costruttori per un certo numero di anni. Non è detto che la Regione debba investire centinaia di milioni per costruire. Credo che dovremmo pensarci, perché i due ospedali attuali sono chiusi da muri di cinta che rendono impossibile ogni ampliamento».

Vuol dire far cambiare idea a Maroni?

«La proposta si può rilanciare in condivisione di intenti. Non è un progetto che si vedrà domani, ma in prospettiva si può ragionare tra Busto, Gallarate, Regione e Asst Valle Olona per una programmazione futura.

Le sedi attuali sono state ammodernate, migliorate, funzionano bene. Lo si vede dal numero di persone che vengono da fuori a farsi curare.

L’area di Malpensa Fiere, poi, migliora la gestione viabilistica, è facilmente raggiungibile. Arrivare in via Arnaldo da Brescia o in via 11 Settembre è lo stesso quando si deve comunque usare una macchina o un pullman».

E le due strutture attuali? Che ne sarà? «Potrebbero essere riutilizzate per altro o alienate. Sono in centro, hanno un valore».