«Ora la firma è vicina» Frontalieri preoccupati

La Prealpina - 12/06/2017

Per molti frontalieri la decisione del governo ticinese di ritirare la misura del casellario giudiziale in caso di firma dell’accordo fiscale fra Italia e Svizzera rappresenta sostanzialmente il game over. E cioè il fatto che, ormai, si è vicini alla firma. Pessimisti? Realisti? Di certo la decisione che ha causato una frattura all’interno dell’esecutivo cantonale ha preso di sorpresa molti anche se, probabilmente, c’era da aspettarselo. E ora? Che succederà? «La firma – dicono dall’ufficio frontalieri del sindacato Ocst pare proprio vicina. Già il mese scorso Vieri Ceriani, responsabile delle trattative per l’Italia, si era sbilanciato prevedendo che la firma sarebbe avvenuta entro l’estate. È facile dunque pensare che i governi apporranno la firma ufficiale prima della chiusura degli uffici di agosto. Una volta firmato l’accordo, i parlamenti nazionali dovranno procedere con la legge di ratifica. Resta dunque difficile (ma non impossibile) che l’Accordo entri in vigore già nel 2018. Tutto insomma dipenderà dai tempi della politica, in particolare da quella italiana». Ed è proprio il Parlamento a essere una speranza per chi, come i frontalieri, vuole che l’accordo diventi cenere. Nonostante il pasticcio sulla legge elettorale, le elezioni sono imminenti. Quale partito, specialmente il Partito democratico che a Roma conta una dozzina di parlamentari prealpini, avrà il coraggio di firmare un patto che manderà su tutte le furie oltre 60.000 elettori e rispettive famiglie? Già perché «il frontaliere – aggiungono da Ocst – andrà incontro a una tassazione complessivamente maggiore (in certi casi anche in modo particolarmente sostanzioso), seppur potrà contare su una franchigia fiscale di 7.500 euro sulle detrazioni».

Secondo Eros Sebastiani, presidente dell’associazione Frontalieri Ticino «il casellario giudiziale è una scocciatura per noi frontalieri perché dobbiamo perdere una giornata di lavoro per andare in tribunale a chiederlo. Detto questo, ritengo sia comunque una cosa utile sapere con chi si ha a che fare sul posto di lavoro, anche vedendo i recenti casi di ‘ndrangheta. Insomma, io il casellario l’avrei lasciato». E sul capitolo tassazione? «Dobbiamo ancora capire bene cosa comporterà questa nuova fiscalità. Perché se dovesse esserci una tassazione importante sui redditi medio-alti, vuol dire che il Ticino rischia di perdere persone con know-how ed elevate capacità professionali. Chi pagherà più tasse sono coloro che guadagnano bene, non quelli che hanno contratti da stagisti a meno di 2.000 franchi al mese. In molti hanno già detto che stanno valutando di andarsene dal Ticino» afferma Sebastiani. Si tratta di persone che prendono stipendi alti, 9-10mila franchi al mese, che non vedono il motivo di pagare oltre il 34% di tassazione. Molti potrebbero decidere di trasferirsi in Ticino e la situazione peggiorerà, sia di là che di qua dal confine».