Ora in passerella sfilano i contratti: pronti 47mila posti

La Prealpina - 28/11/2018

Stilisti, modellisti, brand manager, ma anche ingegneri e specialisti di prodotto. Sono solo alcune delle posizioni di lavoro che si apriranno nei prossimi cinque ani in uno dei settori cardine dell’economia varesina: il tessile e moda. I numeri, a livello italiano, sono quasi da capogiro. Nel prossimo quinquennio i contratti pronti per essere firmati dalle persone giuste saranno ben 47mila. A rivelarlo è Sistema Moda Italia che, dallo scorso luglio, ha accelerato su tutti i temid ella formazione dei giovani che intendono lavorare nelle professioni legate ai tessuti.

I numeri elaborati dall’associazione confindustriale, saranno presentati ufficialmente a Verona venerdì nell’ambito dell’evento “Mastertech della moda: dalla formazione al lavoro”.

«Il nostro settore richiede sempre più personale dotato di “soft and hard skills” – spiega Marino Vago, presidente di Smi Italia – e Industria 4.0 ha evidenziato questo trend destinato a crescere nei prossimi anni. Entro il 2022 avremo bisogno di circa 47.000 figure professionali tecniche, che andranno a sostituire chi va in pensione. Si tratta di figure già esistenti e di professionalità unica, che non siamo sicuri di trovare nei giovani che attualmente escono dalle scuole».

Andando nel dettaglio, la distribuzione delle nuove figure lungo lo Stivale vede il Nord Ovest con un 28,8%, il Nord Est con il 23,7%, il centro con il 32% e il Sud e le isole con il 15,5%. Basta guardare ai numeri per capire che il ruolo della provincia di varese sarà di primo piano. Con le sue 1500 aziende locali e gli attuali 13.400 addetti, Il Varesotto già oggi si colloca ai primi posti in Italia nel settore: è ottava per numero di addetti. Il ricambio generazionale sarà inevitabile. E a ciò si aggiungeranno anche le nuove competene dell’Industria 4.0. La formazione specializzata, dunque, è assolutamente necessaria, esattamente come negli altri settori industriali.

«Da questa situazione parte l’iniziativa di rilanciare tutte le professioni tecniche del nostro settore, che sono moltissime e che offrono grandi opportunità alle giovani generazioni – spiega ancora Marino Vago – L’evento “Mastertech della Moda: Dalla formazione al lavoro” presenta ai giovani le opportunità di queste posizioni, sicuramente disponibili nel mondo del lavoro dei vari distretti. Inoltre la sinergia che si sta creando con il Miur è un segno tangibile dell’impegno del mondo imprenditoriale a dialogare con le scuole tecniche per profilare sempre meglio l’offerta. Perché in fondo le sfilate sono fatte soprattutto da questi professionisti, oltre che da (pochi) stilisti».

Lombardia trionfale nella moda

Milano capitale della moda, si sa. E ieri lo ha dimostrato ancora una volta. L’assessore regionale al Turismo, marketing territoriale e Moda Lara Magoni ha partecipato infatti alla presentazione della collezione autunno-inverno 2019-2020 dello stilista toscano Stefano Ricci, nella Sala Reale della Stazione Centrale di Milano.

«Sono molto orgogliosa che la Stazione Centrale di Milano e la Lombardia siano stati scelti dallo stilista Stefano Ricci per presentare la sua collezione di moda. Grazie alla fondazione Fs e con l’arrivo di un treno storico originale del

1904 – ha proseguito Magoni – lo stilista ha saputo interpretare la creatività tra tradizione e innovazione di un’azienda che fa del saper fare artigiano la sua forza. Un chiaro segnale di apertura di un mondo spesso esclusivo e che invece in questa occasione decide di mostrarsi alla città e alla nostra regione in tutta la sua bellezza ed arte.

«D’altronde – ha detto ancora l’assessore – proprio Milano e la Lombardia sono le capitali della moda a livello internazionale: la nostra regione produce un fatturato di più di 35 miliardi di euro e offre lavoro a oltre 209 mila addetti. Numeri da record che sono certa possano ancora crescere. La moda uomo infatti, sta acquisendo sempre più valore nel nostro Paese, il 2017 ha visto una crescita delle vendite all’estero del +5,2%, con una quota pari a 6,1 miliardi, su 9,3 miliardi di euro di fatturato annuo. Non dobbiamo fermarci – ha chiosato Magoni – e il nostro obiettivo è saper cogliere le opportunità di sviluppo e di crescita offerte dalla moda, settore nevralgico per la nostra economia e volano strategico».