Ora Delta corteggia Alitalia Vuole combattere Air Italy

La Prealpina - 10/01/2019

Delta in Alitalia? Una sfida a Qatar Airways e ad Air Italy. È la versione che diversi osservatori internazionali stanno dando alla trattativa, entrata nel vivo proprio negli ultimi giorni con il viaggio dei manager di FS (che sta guidando l’operazione di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera) ad Atlanta per sondare il tipo di partnership da costruire con il vettore Usa. Sembrerebbe anche l’ipotesi più gradita dal governo, in quanto Delta Airlines, rispetto alle altre “pretendenti” easyJet e Lufthansa, darebbe maggiori garanzie in termini di sviluppo del lungo raggio.

Ma nel mondo del trasporto aereo ci si chiede anche perché la compagnia con base ad Atlanta avrebbe intenzione di investire in un vettore già più volte oggetto di tentativi di rilancio miseramente falliti.

Bloomberg lega il possibile matrimonio tra Delta e Alitalia alla comune appartenenza alla Transatlantic joint venture (insieme ad AirFrance-Klm) e alla presidenza Delta di Glen Hauenstein, già direttore operativo e commerciale Alitalia tra il 2003 e il 2005. Ma secondo il sito di aviazione SimpleFlying, Delta starebbe «seguendo i passi compiuti dai suoi rivali internazionali, nello specifico Qatar Airways», che ha investito in diverse compagnie internazionali, tra cui China Southern, Latam, British Airways e appunto Air Italy. «Un investimento simile di Delta in Alitalia permetterebbe di combattere Qatar sul suo stesso terreno». E Ruta Barbaite, su Aerotime News, suppone che Delta stia «passando dalle parole scritte all’azione», in riferimento alla durissima lettera vergata dal Ceo Ed Bastian sotto Natale contro Air Italy, accusata di essere in sostanza un’operazione orchestrata da Qatar Airways per aggirare gli accordi firmati dalle compagnie del Golfo con Trump che vietano di effettuare voli diretti verso gli Stati Uniti. «Se Delta acquisisce una posizione in Alitalia, si focalizzerebbe sulle operazioni di lungo raggio – scrive la giornalista specializzata in aviazione – un investimento di questo tipo permetterebbe di sfidare gli avanzamenti di Air Italy».

Resta solo da capire, se la pista americana dovesse portare all’ingresso di Delta nella nuova Alitalia, che cosa questo comporterebbe per Malpensa, visto che l’ex compagnia di bandiera ha la propria base a Fiumicino, mentre l’eventuale rivale diretta, Air Italy, ha posizionato il suo hub in brughiera. Nelle intenzioni di Alitalia-FS, finora, è sempre stata confermata la strategicità di Malpensa, dove le Ferrovie intendono far tornare anche il Frecciarossa, già nel 2019. Ma è già successo in passato che lo scalo Sea venisse penalizzato dalla politica per favorire il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. E allora, qualche preoccupazione potrebbe essere fondata, visto che è sempre la politica a “benedire” l’operazione Alitalia-FS. Anche perché nei primi nove mesi del 2018 Alitalia ha già perso 313 milioni di euro, e la prospettiva è di sfiorare i 500 milioni a fine anno.