«Ora abbassare le imposte locali»

Prima la campagna elettorale, ora la prova dei fatti, soprattutto sul tema delle imposte locali: il mondo economico si aspetta un governo che metta al centro l’impresa. A portare la voce delle 60mila imprese è il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini, che rinnova l’impegno su «tutti i temi inerenti la competitività dell’economia e lo sviluppo del territorio», chiedendo poi «attenzione nel preservare il patrimonio di imprenditorialità». La terra delle industrie guarda con attenzione al rinnovamento della geografia politica locale: «I primi cittadini di città come Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Castellanza sono chiamati a guidare un territorio da cui dipendono le sorti di un pezzo significativo dell’industria nazionale – sottolinea il presidente dell’Unione industriali Riccardo Comerio -. La provincia ha una densità di 51,6 imprese per chilometro quadrato. Di 7,6 limitandoci alla sola componente manifatturiera. Numeri doppi rispetto alla già alta, e da primato, media lombarda». Se ognuno porta la sua radice politica, tuttavia «la programmazione economica locale deve essere fatta anche di pragmatismo e collaborazione. L’auspicio è che ciò avvenga nell’interesse generale, ponendo al centro l’impresa come motore di sviluppo. La sfida, in questo, è per tutti. Trasversale». In una porzione d’Italia composta soprattutto da strutture con pochi dipendenti, la piccola e media industria vuole esserci. Per Franco Colombo, numero uno di Confapi, «al primo posto c’è la richiesta di rimodulare le tariffe comunali, di intervenire sulla viabilità, di dare sempre più visibilità al mondo del lavoro». Le associazioni datoriali stanno ovviamente fuori dai giochi politici ma parlano di «spirito di collaborazione – assicura Giorgio Angelucci, presidente dei commercianti di Ascom -. Per quanto riguarda Varese, nel programma di Galimberti c’erano punti importanti: soprattutto quando si parla di sicurezza, lotta al degrado cittadino, riesame del Pgt per lo sviluppo delle aree commerciali, rimodulazione della tariffa rifiuti. Bisogna agire rapidamente senza troppe lungaggini».

Insomma, da più parti si fa capire che il tempo delle intenzioni è finito e si deve passare all’azione, soprattutto quando si imbocca una strada nuova. «Anche noi avevamo incontrato i candidati – ribadisce Francesco Aletti Montano, presidente di Confesercenti e inventore del Borgo di Mustonate -. Abbiamo trovato attenzione, ora ci aspettiamo che si passi alla programmazione, sempre con uno spirito positivo sia verso chi ha vinto, sia verso chi ha perso spendendosi comunque in prima persona».

Vietato dimenticare le botteghe e chi produce anche per Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese. «L’augurio più grande che possiamo fare ai neosindaci è di non dimenticare mai che il motore di questo territorio, la linfa vitale di questa economia, è l’impresa con i suoi tanti equilibri e le sue innumerevoli potenzialità. Sostenere questo tessuto, capirne le esigenze – anche attraverso il dialogo costante con l’Associazione di categoria che lo rappresenta – è l’elemento fondante che può fare davvero la differenza tra un territorio attrattivo e un territorio a rischio di povertà. Ma conoscere l’impresa significa anche porre in atto quelle azioni che ne facilitino il lavoro: la tassazione, la burocrazia, gli spazi e le occasioni per percorsi innovativi, strumenti di credito elastici e diversificati, l’occupazione che coinvolge i giovani, le infrastrutture e i servizi moderni al passo con il cambiamento dei tempi». E sviluppo vuol dire anche territorio e ambiente: un tema che sta molto a cuore al mondo agricolo.

«Noi chiediamo di sburocratizzare, garantire tempi certi, tutelare il territorio nel Pgt – chiosa Pasquale Gervasini, presidente di Confagricoltura -. E soprattutto consultare la nostra realtà quando bisogna fare scelte urbanistiche importanti». Il presidente di Coldiretti Fernando Fiori rilancia il progetto del «mercato coperto che sarebbe un grande ritorno per la nostra città. E poi chiediamo di continuare a sostenere la filiera corta, i nostri mercati agricoli che già si svolgono in città».