Operatori immobiliari Sì all’incompatibilità

Non tutti possono essere operatori immobiliari. Per svolgere al meglio questo compito bisogna essere adeguatamente preparati e, soprattutto, non considerarlo alla stregua di un secondo lavoro. Ne è convinto Santino Taverna, presidente nazionale e provinciale di Fimaa Confcommercio, che in questi mesi ha lavorato in prima persona affinché fosse modificata la disciplina della mediazione immobiliare. Obiettivo centrato, con tanto di approvazione da parte del Senato.

«Nella prima versione del disegno di legge – spiega infatti il presidente – veniva prevista la totale apertura del settore con la possibilità per chiunque di poter esercitare la mediazione immobiliare, anche come attività accessoria ad altri mestieri e professioni. Una apertura che avrebbe penalizzato soprattutto i consumatori, annullando di fatto anni di lavoro dedicati alla crescita professionale della categoria». Fimaa con Fiaip e Anama è intervenuta sin dal mese di ottobre 2018, per modificare il contenuto del Disegno di Legge riuscendo a far approvare, nel mese di dicembre al Senato, un emendamento significativo. L’articolo coì emendato è passato alla Camera prima dell’approvazione definitiva a Palazzo Madama nei giorni scorsi.

«Abbiamo evitato», prosegue Taverna, «che da una incompatibilità assoluta prevista nella disciplina precedente, si passasse ad una normativa che consentisse a chiunque di svolgere l’intermediazione immobiliare, prescindendo dalla preparazione e dalla competenza professionale necessaria per tutelare chi deve compravendere un immobile. Un buon risultato se si tiene in considerazione quanto proposto inizialmente dal Governo. Non certo il miglior risultato possibile. Purtroppo non è stato recepito l’obbligo per gli operatori di dover attenersi a crediti formativi periodici a garanzia del servizio erogato ai consumatori. In assenza di questo vincolo, da noi proposto, la normativa risulta purtroppo monca. Dopo il corso formativo e il superamento dell’esame abilitante si potrà pertanto esercitare senza alcun aggiornamento professionale. Una lacuna da colmare per offrire servizi di qualità».

E anche sui corsi necessari per accedere all’esame abilitante, permangono molteplici criticità: «In Lombardia sono obbligatorie 220 ore di lezioni, mentre in altre regioni bastano 80 ore di corso per sostenere un esame abilitante che, una volta superato, permetterà di esercitare su tutto il territorio nazionale. È ovvio che macroscopiche sperequazioni del monte ore di formazione ai fini dell’esame, non giovano alla preparazione dei candidati». A questo proposito Taverna, rimarca l’impegno di Fimaa Confcommercio a favore di una formazione professionale di livello elevato: «Fimaa Roma, in accordo con l’università Link Campus University, ha lavorato anni per dare vita al primo corso universitario di laurea triennale dedicata alla preparazione degli operatori per tutelare e garantire professionalità alla clientela. In questa proiezione ci saremmo attesi dal legislatore maggiori attenzioni sulle competenze degli operatori in risposta alle mutate esigenze del mercato».