Olimpicamente, a Glocal le emozioni dello sport a cinque cerchi

Varesenews - 13/11/2021

“Il pensiero di un atleta non suda e non fa fatica,
la mente può trascinarlo alla vittoria
o abbandonarlo nell’insuccesso”.


Nel giorno dell’addio a Giampiero Galeazzi, è proprio l’emozionante voce dello storico giornalista e telecronista che si apre lo spettacolo di Glocal 2021 dedicato allo sport, in particolare quello delle grandi emozioni olimpiche.

Il venerdì sera del Festival del Giornalismo di VareseNews, alle Ville Ponti di Varese sono state le emozioni a Cinque Cerchi a regalare momenti emozionanti, così come avvenuto nell’estate di Tokyo, che con un anno di ritardo per colpa della pandemia hanno portato medaglie e attimi indelebili per l’Italia e la bandiera verde, bianca e rossa. 


Nata come serie audio prodotta da Fonderia Mercury, Olimpicamente è la serie originale composta da 51 storie olimpiche in cui vengono ipotizzati i pensieri dei grandi atleti delle Olimpiadi del passato prima, durante e dopo il gesto atletico che entra nella storia sportiva. Nella serata varesina è stato riprodotto un estratto di 4 racconti con protagonisti gli attori Daniele Ornatelli, Renata Bertolas, Alessandro Castellucci e Michela Atzeni, diretti dal regista Sergio Ferrentino che ha curato anche l’adattamento.

Le imprese di Wilma Rudolph e Abebe Bikila a Roma nel 1960, la vittoria di Cathy Freeman a Sidney nel 2000, Muhammad Alì che accende il braciere olimpico ad Atlanta 1996 sono le storie scelte da far rivivere, solo con le voci degli attori, agli spettatori di VareseNews.

Al termine dello spettacolo è stato il momento delle emozioni di Tokyo 2020 con l’intervista di Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, al direttore tecnico della nazionale italiana di atletica leggera Antonio La Torre, che ha visto da vicino le imprese dei cinque ori olimpici di Gianmarco Tamberi, Massimo Stano, Antonella Palmisano e Marcell Jacobs, che si è ripetuto anche con i compagni di staffetta Lorenzo Patta, Eseosa Desalu e Filippo Tortu.

«Uno dei segreti del successo – ha spiegato La Torre – è stato da un lato il lavoro assieme e dall’altro gli allenamenti alla testa degli atleti. Non siamo diventati più bravi degli Stati Uniti, a Tokyo non hanno vinto i più forti ma quelli che si sono adattati al meglio nelle condizioni che ci siamo trovati ad affrontare. Essere nella finale dei 100 metri è stata un’emozione unica ma resa particolare dalla situazione legata alla pandemia. Alleniamo degli esseri umani, non delle macchine».

«Lo sport è soprattutto emozione – le parole del commissario tecnico della nazionale di atletica leggera -, è l’intervallo della vita delle persone. I successi di questa estate sono stati momenti di allegria in un periodo particolarmente complicato. Quello che è accaduto il 1 agosto in quei 10 minuti tra la vittoria di Tamberi e lo sprint di Jacobs, tocca profondamente dentro l’animo delle persone».