«Olimpiadi, occasione per la Forcora»

«La Forcora risponde presente e vuole sfruttare questa grande opportunità». Ad affermarlo è il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, a qualche giorno di distanza dall’ufficializzazione della designazione di Milano-Cortina come sede delle Olimpiadi invernali del 2026, che ha innescato un grande entusiasmo in tutta Italia, soprattutto in Lombardia e in Veneto.

Così, a seguito della proposta del sindaco di Varese, Davide Galimberti, di istituire un comitato aperto al territorio in città, con l’obiettivo di cogliere tutte le opportunità delle Olimpiadi, era stato il presidente del Consiglio comunale di Cunardo, Paolo Bertocchi, a rispondere positivamente e mettersi a disposizione di Galimberti.

Oggi a loro si aggiunge anche il primo cittadino maccagnese: «La Provincia di Varese negli scorsi anni ha fatto un investimento importantissimo di 500mila euro per rendere appetibile ed attrattiva la Forcora. Mi rendo conto delle caratteristiche della nostra montagna, non abbiamo chissà quali ambizioni, ma credo che gli enti superiori ci dovrebbero sostenere per realizzare quanto meno un impianto di innevamento artificiale sulla pista di piccole dimensioni, in modo tale da diventare un punto di riferimento in inverno per l’avviamento allo sci dei più piccoli. La Forcora è il luogo simbolo di tutta la provincia, l’unico impianto sul territorio, e se si creassero le condizioni noi saremmo un interlocutore disponibile. Negli scorsi giorni ho inviato una mail al sindaco di Milano, Beppe Sale, per raccontargli che le Olimpiadi possono essere un’opportunità anche per noi che, insieme a Cunardo, dovremmo essere un volano per l’intera provincia. Mancano sette anni, ma se non si inizia a lavorare da subito, non riusciremo a cogliere appieno le enormi potenzialità. Ne abbiamo un grande bisogno ed è per questo che rivolgo un appello a Sala e al presidente della Provincia, Emanuele Antonelli. Conoscendo la sua sensibilità sui piccoli Comuni di montagna, credo potrà darci una mano, come fatto per il progetto riguardante la Piero Lozzo. Le strade sono due: o ci confrontiamo per trovare soluzioni condivisibili oppure restiamo a guardare. Non possiamo fare finta di nulla, ne va del futuro del nostro comune».