Olimpiadi, manager segreto

Dal vertice su Milano-Cortina l’identikit ma non il nome del Ceo. Fontana: «Serve legge» Palazzo Lombardia, sede della Regione. A destra: il governatore Attilio Fontana al termine dell’incontro MILANO – Secondo il governatore della Lombardia Attilio Fontana l’attuale crisi di Governo non crea problemi all’organizzazione dei giochi olimpici Milano-Cortina 2026. «Siamo partiti coesi tra di noi, poi abbiamo avuto un aiuto dal sottosegretario Giorgetti, che è riuscito a sostenerci nei momenti importanti – ha detto Fontana al termine del tavolo olimpico riunitosi ieri pomeriggio a Palazzo Lombardia -. Adesso continuiamo per conto nostro, se poi il Governo futuro ci sosterrà bene, altrimenti andremo avanti. L’importante è che si vada d’accordo tra noi. Abbiamo fatto passi avanti, abbiamo fatto una serie di valutazioni sul tipo di organismo. In linea di massima abbiamo optato per la fondazione anche se ci sono ancora alcuni piccoli dettagli da risolvere. Stiamo lavorando in maniera estremamente determinata», ha ribadito. «L’elemento che è emerso come necessità fondamentale è che a questo punto è necessario che venga approvata una legge olimpica, perché molti dei problemi fiscali e organizzativi dipendono da esso e quindi ci auguriamo che presto venga messa all’ordine del giorno. Se non verrà approvata non c’è alcune rischio. Partiamo dal presupposto che la legge olimpica ci sarà», ha concluso tuttavia il Governatore lombardo. C’è poi il capitolo del super manager. «Per quanto riguarda il Ceo dell’Ocog si è approvato il profilo e non si è parlato dei nomi». Lo ha detto Giuseppe Sala al termine del tavolo. «L’identikit – ha chiarito il sindaco di Milano – è quello di una persona con esperienza internazionale, meglio se conoscesse anche il pubblico oltre che il privato» e magari che «arrivasse da un mondo di eventi e di sport. Però – ha aggiunto – deve essere una persona con un’esperienza sufficientemente aperta e che abbia dimostrato di saper gestire eventi del genere. Aggiungo – ha proseguito – che serve qualcuno che rimanga per degli anni, almeno sei. Non deve essere necessariamente italiano, ma deve sapere bene l’italiano, il nome sarà individuato in questi mesi, entro fine anno». Positivo anche il lato veneto. «È stata una riunione assolutamente proficua. Abbiamo definito il profilo ideale del manager della macchina olimpica, la cosiddetta Job Description, e abbiamo avviato la costituzione dei tre organismi della Governance, necessari per proseguire il lavoro. Tra la nascita di una Società per Azioni o di una Fondazione ci siamo trovati unanimi nel scegliere la via della Fondazione, anche concettualmente più adatta al sogno olimpico. Adesso bisogna far presto, perché tutto va concretizzato entro l’anno». Lo ha riferito un soddisfatto presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «Abbiamo anche concordato un intenso lavoro comune perché il Governo vari l’indispensabile Legge Olimpica nella quale affrontare e compenetrare tutte le problematiche nel cammino verso l’inverno del 2026, comprese quelle giuridiche, economiche, fiscali e istituzionali. È assolutamente indispensabile che il Governo nazionale sia della partita a fianco delle Regioni e dei due Comuni». I tre organismi della Governance sono: il Consiglio Olimpico, cabina di regia pubblica che esercita la supervisione al massimo livello; l’Agenzia di Progettazione Olimpica, finanziata da fondi pubblici e responsabile della gestione sviluppo edilizio; l’Ocog, da istituire entro 5 mesi dal 24 giugno scorso.