«Ogni euro ha un ritorno per l’immagine di Busto»

La Prealpina - 30/03/2017

«Non c’è un euro che venga speso a caso, tutto ha una precisa funzionalità. E tutti i soldi investivi vengono ricollocati sul territorio, o direttamente, in bar e alberghi, o in termini di immagine».

Alessandro Munari, presidente della BA Film Factory che dà vita al Film Festival appena concluso, trae un bilancio di questa edizione numero XV. «Siamo riusciti – dice soddisfatto – a realizzare una bella settimana, con tanti avvenimenti che hanno coinvolto la città. E questa per noi era la cosa più importante. Penso al documentario su Telealtomilanese, al Codice di Busto esposto per far riscoprire un vero gioiello e l’intero patrimonio della Capitolare, dove il professor Franco Bertolli è animato da una passione incredibile. Penso al Pro Patria corner, ideato per riportare al centro dell’attenzione una gloria sportiva che, se si convogliassero gli imprenditori della zona davanti a un progetto credibile, potrebbe assurgere a traguardi superiori rispetto alla mortificazione di adesso».

Anche MiBart ha avuto ottimi riscontri…

«Era una scommessa, guardando a un settore non di immediata percezione, rivolto ai giovani e al loro modo di fruire l’arte con performance dal vivo. Abbiamo avuto proiezioni di primissimo livello e ci ha permesso un primo approccio su Milano, vedremo di renderlo più articolato in futuro».

Anche il concerto del coro Canto Sospeso aveva uno stretto legame con Busto…

«Loro festeggiavano 30 anni di storia, noi quindici. Abbiamo riportato all’attenzione un compositore bustese fra i più autorevoli nella sua modalità espressiva, è apprezzato in Italia e all’estero ma poco in patria. Il coro ha eseguito un’opera mai proposta prima, la sua Sphinx. Ci espandiamo dal cinema a letteratura, musica, multimedialità. Un’apertura sul mondo della cultura a 360 gradi. Il fatto che ogni anno Elisabetta Sgarbi venga con piacere da noi è segno di serietà».

Lo sceneggiatore Roberto Andò dice che siete “luogo di resistenza e di pensiero sul cinema”: si ritrova in questa definizione?

«La squadra è la stessa degli inizi con tanti ampliamenti: persone appassionate, culturalmente di livello, quando si dialoga si trova sempre la dialettica necessaria per affrontare le cose nel migliore dei modi. Steve Della Casa è un trascinatore entusiasta, Paola Poli mette tutte le caselle al loro posto. Poi Emilia Carnaghi, Marco Crepaldi, Minnie Ferrara e tutti quanti. E’ un gruppo affiatato, lavoriamo alla velocità della luce, ognuno con la sua competenza. Un meccanismo rodato, un orologetto svizzero con qualche pecca del tutto involontaria».

Lei, al galà finale, ha chiesto appoggi non per una settimana ma tutto l’anno. In bilancio l’assessore Paola Magugliani destina 90mila euro tra Baff e Icma, puntando sulla scuola. L’attrito sui contributi del Comune pesa parecchio?

«Non parlerei di attrito. Ognuno fa la sua parte attento a costi e bilanci, ci mancherebbe. Non abbiamo pretese sopra le righe, la manifestazione ha raggiunto un certo livello e c’è un sistema cinema che comprende scuola e film commission. Si crea valore per i luoghi della zona. Ci sono locali che hanno lavorato a mille tutta la settimana. Mi piacerebbe che ci fosse un’attenzione proporzionata al sistema posto in essere. Se il Comune ci affianca, siamo più forti, ma guardiamo anche alla Regione e al Ministero».

Le imprese di Busto non entrano in gioco. Come mai?

«Si fa fatica a coinvolgerle. Investendo una piccola quota potrebbero avviare una operazione positiva. Gli Amici del Baff si danno da fare ma non è sufficiente. Sarebbe importante che alcune imprese si facessero avanti per tempo, senza dover andare in modo affannoso a ricerca di aiuti. I bustocchi dovrebbero mettere al centro realtà belle che portano movimento».

Avete lanciato un concorso per le vetrine, non c’è stata grande adesione. Anche il mondo del commercio è distratto?

«Qualcosa di pregevole l’ho vista, negli anni scorsi c’è stato più entusiasmo. Con Ascom vedremo di fare di più per abbellire la città e ideare qualche proposta che faccia del bene al commercio e a Busto».

«Ospiti arrivati gratis Verdone entusiasta»

«Ho visto gli amministratori contenti e partecipi. Il sindaco Antonelli e l’assessore Magugliani sono venuti più volte, soprattutto quando c’erano i grandi ospiti e quando si sono trattati argomenti più legati a Busto. Ma li ho visti comunque soddisfatti».

Steve Della Casa, direttore artistico del Baff (nella foto Blitz con Paola Magugliani), ha avviato un buon legame anche con la giunta Antonelli. «Credo che la settimana sia andata bene – commenta – rispetto a quanto ci era stato segnalato, abbiamo corretto il tiro. Ad esempio, la serata finale è stata più ricca di spettacolo rispetto al 2016 e abbiamo lavorato parecchio sul radicamento territoriale. Voglio però ricordare una cosa: il Baff è un festival a cui gli ospiti partecipano tutti gratuitamente. Non voglio fare i conti in tasca agli altri, posso dire però che Carlo Verdone ha rifiutato la partecipazione in Puglia per 10mila euro. Siamo fieri che da noi sia venuto gratis e sia stato molto generoso. L’ho ringraziato per questo e lui mi ha inviato un messaggio emblematico: “Quando sento l’affetto delle persone, mi trovo a mio agio e do il meglio di me”».

La settimana ha dato ampio spazio ai giovani, anche nelle proposte del mattino per le scuole: «Il merito non è nostro, sono usciti diversi film con contenuti legati all’adolescenza. Il MiBart, invece, è un esperimento ben riuscito, ci sono cose da calibrare ma la prova è stata positiva. La video arte non è una branca del cinema, è piu vicina alle arti visive; non è detto che un cinefilo la ami o viceversa. Invece si è catturato pubblico. Altra serata che mi ha fatto molto piacere è stato il concerto del coro Canto Sospeso in basilica: un’altra forma di omaggio alla città, la chiesa ha un’acustica notevole, un altro bene del territorio che non era scontato coinvolgere». Della Casa ricorda che tutti gli ospiti si sono detti entusiasti: «Mi hanno riempito di sms ed email. Andiamo avanti! Faremo danni anche l’anno prossimo».