Obiettivo 2024, l’idrogeno arriverà a Malpensa

La Prealpina - 14/07/2022

La due giorni sul piano operativo Olga, ospitata a Malpensa, è stata l’occasione per fotografare lo stato dell’arte del progetto di instaurare grazie alla presenza dell’aeroporto una Hydrogen Valley. Racconta Giorgio Medici (Environment and airport safety di Sea): «Siamo all’interno del sesto mese di un disegno che ne prevede sessanta, siamo quindi nella pura fase di avviamento. La realtà è che sull’idrogeno stiamo progettando come mettere in produzione nel 2024 una risorsa che produca 50 tonnellate l’anno».

Questo primo passo garantirebbe il fabbisogno, per intenderci, di 5 autobus per circa 300 chilometri di autonomia ciascuno. Proprio la leva dello sfruttamento del trasporto collettivo, o l’utilizzo delle attrezzature di piazzale, viene definito da Medici «un seme e un punto di partenza per una visione complessiva che è e resta a medio-lungo termine». Inoltre: «Ieri (martedì, ndr) durante il tavolo ospitato a Volandia il nostro partner Rina (Registro italiano navale, ndr) ha proposto uno studio di fattibilità che ha dimostrato come l’idrogeno arrivi dove c’è domanda».

Ecco quindi Malpensa diventare un catalizzatore di un tema, quello dell’impiego di soluzioni per la riduzione dei consumi e delle emissioni, sempre più centrale nel dibattito politico. L’obbiettivo di un progetto che vede l’aeroporto di Parigi come capofila è quello di farsi trovare pronti per il 2035 quando l’idrogeno sarà una risorsa anche per gli arei. Nell’attesa di quel passaggio è importante rendere capillare l’utilizzo di mezzi a idrogeno e da qui l’attenzione nei prossimi step ad aree strategiche come gli snodi di Ferrovie Nord e la Cargo City. Come spiega ancora Medici, un input sarà dato anche dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2036. «Ovvio che gli eventi di quelle dimensioni sono un grande volano, ma noi dobbiamo pensare al post. Finita l’Olimpiade vogliamo che il trasporto su mezzi a idrogeno serva nelle occasioni più quotidiane. Raccontiamo ora di un trasporto pesante, ma non ci vorrà molto perché passi per esempio al servizio taxi».

Il problema è il rifornimento. Tuttavia i mezzi che hanno tragitti e quindi punti di rifornimento fissi, come chi percorre la tratta Milano- Malpensa, potrebbero essere tra i primi beneficiari di una rivoluzione che è soltanto al suo sesto mese.