Nuovo teatro, il sipario resta giù«Lo vieta la legge sugli appalti»

La Prealpina - 01/09/2016

«Non abbiamo frenato sul progetto di piazza Repubblica. Ma il punto della situazione va fatto con la Regione e la Provincia: credo che entro due settimane verrà convocata una riunione dell’accordo di programma». L’assessore all’Urbanistica, Andrea Civati, indica quindi un paio di certezze sul comparto che verrà: «Confermo la destinazione dell’ex caserma così come stabilita nell’accordo già sottoscritto tra enti». Vengono così smentite le voci secondo le quali la nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco di centrosinistra, Davide Galimberti, sarebbe intenzionata a stravolgere l’assetto dei servizi che andranno ad insediarsi nella Garibaldi. «No, restano quelli della biblioteca e tutto ciò che è stato concordato». La sistemazione della piazza e dell’ex caserma fanno parte del lotto uno del masterplan, il lotto totalmente finanziato con soldi pubblici, tra cui – piatto ricco – i 20 milioni garantiti dalla Regione. Il secondo lotto riguarda la costruzione del nuovo teatro, là dove oggi sorge l’Apollonio (in alto foto Archivio), la demolizione dell’ex collegio Sant’Ambrogio e quindi la realizzazione di un complesso residenziale privato. Questa fase è caratterizzata da project financing, ovvero un misto di investimenti e opere da parte di privati ed enti pubblici. Civati, qui, frena sì, anzi stoppa: «Non si può fare». In che senso? «Non può essere realizzata, e non lo dice Civati ma il codice degli appalti, perché così strutturato non è economicamente ammissibile il project financing». «Prevede il 70% dell’investimento a carico del pubblico e il 30 del privato. Peccato che la legge preveda, come soglie minime, l’opposto: 70% il privato e 30 il pubblico». Morale: sulla fase due, non si alzerà il sipario. Non così.