Nuovo Questore «Varese, realtà complessa Obiettivo è la prevenzione» Il nuovo questore si presenta

La Prealpina - 02/03/2017

Nelle sue prime ore da questore di Varese ha reso omaggio ai caduti della Polizia di Stato, deponendo una corona al monumento di piazza Libertà, e ha partecipato in Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Giovanni Pepè ha preso servizio ieri nell’ufficio al primo piano di Palazzo Italia. Un edificio dove, per la verità, già aveva messo piede da dirigente della Polaria di Malpensa, alcuni anni fa, ma nel quale ora è tornato come “inquilino” e massima autorità. «Dire che conosco già il territorio è un eufemismo – ha affermato -. Negli anni scorsi sono stato qui a Varese e all’eremo di Santa Caterina del Sasso, ma ora conoscerò tutta la provincia in maniera più approfondita. Sono contento di essere stato assegnato qui: è una sede a me molto gradita».

Il dirigente superiore della Polizia di Stato, 59 anni di cui 35 trascorsi con la divisa addosso, fino a lunedì era questore di Cuneo e da ieri è subentrato a Varese ad Attilio Ingrassia, trasferito a Savona: «Col mio predecessore ci siamo visti e sentiti al telefono – ha raccontato Pepè, durante un incontro di presentazione ai giornalisti nel suo ufficio -. Mi ha spiegato che qui c’è un’ottima collaborazione tra istituzioni e anche con la stampa». Ma, al di là del passaggio di consegne con Ingrassia, il nuovo questore darà inevitabilmente una propria impronta: «Tutto è un equilibrio dinamico che va mantenuto – ha proseguito -, ma non esistono elementi fissi che durano nel tempo. Quindi tutti i buoni presupposti creati dal mio predecessore saranno mantenuti e in più ne saranno sviluppati altri».

Ecco, appunto: quali saranno le principali linee guida? «I temi a cui darò più attenzione? Sto ancora studiando la situazione – ha rimarcato Pepè – ma di certo un aspetto fondamentale per me è la prevenzione. Finora ho solo preso visione del territorio dal punto di vista logistico e ho partecipato al mio primo Comitato per l’ordine e la sicurezza. Varese è una realtà complessa, che merita grande attenzione. Ma, lo ripeto, quello della prevenzione è un tema a cui ho sempre dato peso».

La nomina al vertice nel capoluogo bosino arriva nell’ambito di una lunga carriera che l’attuale questore, originario di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, ha iniziato entrando in polizia nel 1983, ma nei dieci mesi precedenti aveva prestato servizio militare negli agenti di custodia. Con la divisa della Polizia di Stato, Giovanni Pepè ha avuto il primo incarico a Milano, poi nei Commissariati di Monza, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, oltre a essere stato vicario a Bergamo e in seguito dirigente della Polaria di Malpensa, dal 2009 al 2012.

Dopo la promozione a dirigente superiore, nel 2013, ha ricoperto il ruolo di dirigente della seconda zona di Polizia di Frontiera della Lombardia e fino a lunedì, appunto, quello di questore di Cuneo. Ora il nuovo incarico a Varese. «Com’è cambiato questo territorio rispetto a quando ero a Malpensa? Non lo so ancora – ha concluso il questore Giovanni Pepè -. Avevo l’impressione di una provincia bellissima: l’ho rivista qualche mese fa da turista e devo dire che mi è sembrata ancora più bella. Vengo qui con il massimo entusiasmo e spero di dare un contributo alla causa per cui sono chiamato, e cioè la prevenzione e il buon andamento dell’amministrazione che rappresento».