Nuove imprese solo 26 varesine

Avvio al rallentatore per le nuove imprese del Varesotto. Nella prima settimana del 2018, nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio di Varese si sono avute 26 iscrizioni. Non certo una performance memorabile, se solo si considera che a livello regionale le iscrizioni sono state ben 700. A livello di province, se Milano “corre” una gara a sé con la bellezza di 261 iscrizioni, delle quali 154 nella sola metropoli lombarda, Bergamo (con 127), Brescia (con 115), Pavia (con 37), Como (35) e Monza e Brianza (con 31) ha fatto comunque tutte meglio della provincia di Varese.

Difficile, se non del tutto inutile esprimere opinioni o trarre conclusioni affrettate – in fondo, il periodo preso in esame dal campione dello studio targato Camera di Commercio Milano, Lodi e Monza e Brianza è troppo breve -, a maggior ragione pensando che negli ultimi anni il Varesotto ha mantenuto un saldo aperture-chiusure immutato.

Tra l’altro, con oltre 62 mila imprese attive, capaci di produrre un valore che supera i 23 miliardi di euro, la provincia di Varese vanta una densità media di quasi 52 imprese per chilometro quadrato, contro le 34 in Lombardia e le 17 in Italia. A livello nazionale, le nuove iscrizioni nei primi sette giorni dell’anno sono state all’incirca 4 mila. Dopo Milano, prima, troviamo Roma (con 223 imprese), Torino (con 146), Napoli (con 141), Bergamo, Brescia, Cuneo, Bari e Salerno. Qualche esempio delle “appena nate” tra le piccole e medie imprese italiane, nella maggior parte dei casi società a responsabilità limitata? C’è l’artigiano milanese specializzato in tappezzeria in stoffa e la start up innovativa specializzata in infrastrutture tecnologiche per la valorizzazione di criptovalute, a riprova del fatto che il fenomeno delle monete digitali è ben lontano dall’essere di nicchia. Ancora: l’imprenditrice cinese che a Bergamo ripara computer e cellulari (è ormai leggendario a Milano il negozio di Johnny, l’aggiustatutto cinese che nel cuore di Chinatown è diventato il gettonato centro assistenza per smartphone del capoluogo lombardo, ndr); la società di Brescia che fabbrica bottoni e fibbie; e l’apicoltore di Pavia.

C’è poi il piccolo imprenditore di Cuneo che coltiva nocciole; l’allevatore di lombrichi di Monopoli; l’allevatore di cozze di Ferrara; l’imprenditore bolzanino che alleva alpaca. E, infine, il circo equestre sardo; il cucitore di tomaie di Caserta e l’imprenditore di Firenze che fabbrica protesi dentarie; l’albergo stagionale di Cesenatico; e la start-up innovativa di Lecce che sviluppa dispositivi medicali.