Nuove competenzeper una vera ripresa

Trovare un lavoro può diventare un lavoro: lo sanno bene alla Confapi dove si intensificano i progetti per la ricollocazione di professionalità perse a causa della crisi. E gli sforzi sono stati premiati, come ricorda il presidente dell’Associazione piccole e medie industrie Marco Tenaglia nel tracciare un bilancio del primo anno alla guida di via Milano.

«Le politiche di riqualificazione ci vedono in campo insieme a Upel e a sei comuni del territorio dove sono attivi gli sportelli – spiega -. Ci sono stati 216 accessi, il 28% dei nominativi è arrivato alle imprese e il 5% è stato inserito. Può sembrare un numero basso ma si agisce su competenze non specifiche».

E qui si annida un altro problema del mercato: la crescita tecnologica fa nascere l’esigenza di personale altamente specializzato, ma chi perde il posto alla soglia dei 50 anni spesso si è formato in passato. «In alcuni settori la ripresa è a due cifre – aggiunge il presidente -, in particolare nella robotica e nel software, con ricadute importanti sull’occupazione. Ma la richiesta è soprattutto di tecnici, informatici nella manifattura e nei servizi: quindi bisogna lavorare tutti insieme per far crescere la formazione e perché i nuovi macchinari non sostituiscano manodopera».

Una responsabilità che Confapi si prende, sulla scia del profondo cambiamento maturato un anno fa, con una rivoluzione copernicana nella gestione e nell’approccio: «Abbiamo puntato alla collegialità, alle decisioni condivise con tutto il gruppo e con il direttore Piero Baggi (nella foto insieme), senza più sovrapposizioni di ruoli. La crisi che dal 2008 ha colpito le imprese ha colpito anche noi: abbiamo risanato i conti rivedendo i ruoli e rendendoli efficienti con una visione d’insieme (i dipendenti sono 25). Oltre al nostro zoccolo duro della manifattura abbiamo raccolto attenzione dal mondo dei servizi: abbiamo proposto lo sportello sulle nuove norme europee in merito alla privacy un anno prima degli altri, abbiamo lanciato convegni con ottima partecipazione».

Un percorso fatto di approfondimenti per gli associati (circa 700) e di impegno per incrociare domanda e offerta. «Questo è il valore dei corpi intermedi, che devono cambiare immagine e sostanza. Fra le novità, abbiamo la prossima nascita del gruppo UniBeauty che riunirà le imprese del benessere-bellezza-salute, dal piccolo parrucchiere ai gruppi più strutturati, legati anche alle forniture e al manifatturiero per i materiali».