Nuova vita al Politeama Il Molina: «Non da soli»

La Prealpina - 18/12/2018

Si tratta, forse, della sala di spettacolo più bella della città. Un teatro ampio, elegante, in pieno centro. Eppure, a parte qualche rarissima occasione, concerto o evento politico, fra cui quello delle primarie di Matteo Renzi, il Politeama è chiuso da un molto tempo.

La proprietà è della Fondazione Molina ma, idealmente, quel luogo è un patrimonio della città, lasciato a impolverare e a svalutare. Ora, dal nuovo Consiglio di amministrazione dell’istituto di viale Borri, arriva una speranza. Ovvero accendere le luci del Politeama, restituendo ai varesini una delle sale storiche di Varese: cinema, teatro, ma anche palcoscenico per esibizioni musicali, conferenze, dibattiti e incontri.

Una struttura potenzialmente strategica, ma da tempo chiusa al pubblico in attesa di una decisione sul suo futuro e di una inevitabile ristrutturazione, argomenti che non sono rientrati fra le priorità del periodo del commissariamento del Molina e che, potrebbero essere estratti dal cassetto dal prossimo consiglio di amministrazione.

«Noi – commenta Guido Bonoldi, neo-presidente del Molina – abbiamo dato la massima disponibilità. Stiamo valutando dei progetti e delle idee in merito al rilancio del Politeama. Di certo, da soli, non possiamo farcela. La nostra Fondazione ha come obiettivo primario la cura e l’assistenza degli anziani, quindi la gestione e il recupero di una sala di spettacolo non rientra nei nostri compiti principali. Tuttavia, se si riuscisse a trovare qualcuno interessato, saremmo disposti, col Comune, a fare la nostra parte».

All’interno del complesso funzionano due attività commerciali di vendita mentre per quanto riguarda il cinema-teatro «servirebbero – aggiunge Bonoldi – degli investimenti di sistemazione. Inoltre lì è complicato organizzare grandi eventi teatrali, poiché dietro al complesso non ci sono gli spazi logistici necessari».

Sul rilancio del complesso si era speso anche il sindaco: «Il Politeama – aveva detto Davide Galimberti alla vigilia dei colloqui per scegliere i membri del nuovo cda della fondazione Molina – è uno spazio di promozione culturale prezioso per la città: una sala polifunzionale con ottocento posti che sarebbe interessante recuperare e proporre ai varesini. Ne parlerò certamente ai futuri amministratori e garantirò loro la massima disponibilità del Comune a collaborare concretamente alla pianificazione e alla realizzazione degli interventi necessari». Insomma, l’intenzione di rialzare il sipario c’è. Ma quando?