Nuova luce sui gallaratesi In due anni sarà solo Led

La Prealpina - 14/01/2019

E luce fu. A Gallarate è iniziata la rivoluzione dei 6mila lampioni dell’illuminazione pubblica. Entro il 2020 Led di nuova generazione per dare una nuova luce alla città.

I primi interventi sperimentali sono stati eseguiti prima di Natale in via Gerolamo da Cardano, installando le nuove lampade, che mostrano già chiaramente la differenza con quelle vecchie ancora attive subito lì vicino, in piazza Giovine Italia. Il buon esito di questo primo esperimento, confermato dall’assessore ai Lavori pubblici, Sandro Rech («Andate a vedere quanto sono belle» è l’invito, per rendersi conto di come cambierà il volto della città), darà il la a tutto il restante piano di sostituzione che Citelum, il nuovo gestore dell’illuminazione pubblica in città, ha previsto nell’ambito del contratto da nove anni per la fornitura dell’energia elettrica e la manutenzione degli impianti. Senza costi per il Comune, che di fatto coprirà le spese di efficientamento dell’intera rete dell’illuminazione pubblica con i risparmi attesi sulle bollette energetiche, una volta che tutti i lampioni saranno dotati di Led di nuova generazione.

«A breve inizieranno a cambiare tutti i corpi illuminanti, a partire dalla zona di Crenna», annuncia l’assessore Rech. A intervenire per la sostituzione delle lampade dei punti luce comunali è la società veneta Atlantico Srl, che fa parte dell’associazione temporanea di imprese Citelum, la società del gruppo francese EdF (l’Enel transalpina, per intenderci) capofila della convenzione Consip (la centrale acquisti nazionale della pubblica amministrazione) alla quale ha aderito l’amministrazione comunale per poter effettuare l’intera operazione. «Hanno due anni di tempo per completare la sostituzione dei corpi illuminanti, ma già entro quest’anno si percepiranno decisamente i miglioramenti».

In alcuni casi, come in via Gerolamo da Cardano, si tratta soltanto di cambiare le lampadine. In altri invece ci sarà bisogno di intervenire anche con la sostituzione dei cavi o dei pali e con l’ottimizzazione dei contatori, in modo tale da avere «sempre più il controllo di tutta la rete comunale», anche laddove oggi i lampioni sono allacciati a contatori non intestati al Comune. «In parallelo» con l’efficientamento verranno eseguiti gli interventi finanziati da Regione Lombardia con i 910mila euro del bando Lumen. «Questi sono relativi solo agli impianti di proprietà comunale che, ai tempi in cui partecipammo al bando, erano solamente un migliaio. Ora dopo il riscatto da Enel Sole gli oltre 6mila punti luce sono tutti di nostra proprietà», spiega Rech. Nell’ambito del bando Lumen sono previste «anche ulteriori migliorie sia per quanto riguarda il discorso della videosorveglianza che dell’ottimizzazione degli impianti».

Opere più orientate in ottica smart city che non del semplice efficientamento. Come l’installazione di lampioni intelligenti, grazie ai quali a esempio potranno essere introdotti nuovi elementi di videosorveglianza, controlli ai varchi della Ztl, i contatori dei passaggi agli accessi dell’isola pedonale del centro storico (utili per le analisi del distretto del commercio) e l’estensione del servizio wi-fi a tutta la zona centrale.