“Nuova” ferrovia, tutti in coda

O La viabilità comincia a sentire gli effetti della “nuova” ferrovia dopo i lavori di adeguamento (peraltro non ancora terminati) della ultracentenaria linea del Verbano, inaugurata il 18 novembre 1882. Anche se bisognerà attendere il 2020 per l’entrata in funzione dell’AlpTransit, sono aumentati i passaggi di treni merci. E sebbene non siano ancora quelli attesi, lunghi 750 metri secondo i più elevati standard europei, qualche convoglio registra un aumento di carri. Da qui l’aumento degli incolonnamenti al passaggio a livello fra via Labiena e via Varese.

Incolonnamenti pericolosi, soprattutto in presenza di curve con scarsa visibilità -per fortuna in genere gli automobilisti bloccano i veicoli, con le quattro frecce, a distanza di sicurezza e ben visibili per chi giunge lunga la Sp 394 Dir, che collega a Cittiglio. Ma con la riapertura della tratta ferroviaria si notano anche i primi interventi positivi, in materia di sicurezza nella galleria lunga tre chilometri fra Laveno Mombello e Castelveccana, che è stata ampliata in vista del traffico di AlpTransit: il calibro è stato portato da circa 3,50 agli attuali 4 metri di altezza necessari al transito dei convogli internazionali. Per questo è stata scavata la massicciata, asportando terreno e roccia, anche con l’uso della dinamite: otto tonnellate sul versante di Laveno, due su quello di Castelveccana.

Ma oltre a questo sono stati realizzati i tanto richiesti marciapiedi laterali, utili per la manutenzione della rete ma soprattutto per gli eventuali interventi di soccorso sia dei vigili del fuoco (in attesa del veicolo antincendio bimodale) e del personale del 118. Altra novità, richiesta da decenni, è l’illuminazione interna del tunnel.

Ora, terminata secondo i programmi la prima fase di ammodernamento dell’infrastruttura, i lavori proseguiranno nel 2018 e 2019. Nel corso di questi primi dodici mesi di cantiere sono stati costruiti o ampliati 14 manufatti ferroviari tra ponti, tombini idraulici, sottopassi e muri di sostegno, ed è stato completato l’ammodernamento degli impianti. Oltre 40 aziende sono state impegnate nei cantieri, con picchi di 250 persone impegnate nei lavori su più turni e anche di notte. Una vecchia linea che è stata cosi rinnovata in particolare nel tratto che da Zenna porta a Laveno. Ma il progetto non è ancora concluso. Ora preoccupa l’avvio del prossimo cantiere per la realizzazione del sottopasso, per i cui lavori si attendono altri mesi di chiusura della 394 Dir in entrata a Laveno da Cittiglio, con il traffico che sarà deviato completamente su via XXV Aprile; strada che già durante i lavori svolti fra giugno e dicembre, con la chiusura del passaggio a livello, aveva fatto registrare una decina di incidenti, oltre a code e ingorghi, con l’intervento della polizia locale per dirigere il traffico in particolare all’incrocio fra le vie XXV Aprile, Sangiano e Cittiglio.