Nozze Meridiana-Qatar«Si continua a sperare»

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, di ritorno da una missione a Doha, ha annunciato l’imminente firma dell’accordo tra Meridiana e Qatar Airways. «Imminente è probabilmente una parola che il governo ha riscritto nel vocabolario dandole un nuovo significato, perché è almeno la terza volta che la sentiamo da inizio anno e ancora il closing non è arrivato». Con ironia Marco Bardini di Anpav, sindacato degli assistenti di volo, commenta le ultime notizie provenienti dal Golfo che danno ormai per fatto il matrimonio nei cieli tra la prestigiosa compagnia araba e la seconda compagnia aerea italiana che oggi racchiude, sotto l’unico nome di Meridiana, la sarda Meridiana fly e il charter basato a Malpensa Air Italy. In base all’accordo firmato a luglio 2016 in sede ministeriale – ultima occasione per evitare il tracollo del vettore tricolore – Qatar si era impegnata ad acquisire il 49 per cento di Meridiana con il parere favorevole dei sindacati (Usb esclusa) ottenuto in sede ministeriale che ha certificato i 396 esuberi (di cui 150 circa basati a Malpensa) e un taglio degli stipendi di circa il 20 per cento. Qatar punta su Meridiana per entrare nel mercato europeo e le mire espansionistiche sono molto ambiziose. «Meridiana da carrier domestico diventerà un grande player italiano e internazionale che opererà sui grandi hub italiani», disse il Ceo Akbar Al Baker un anno fa a Firenze, facendo immaginare importanti investimenti anche su Malpensa. «Meridiana diventerà una compagnia più grande di Alitalia». Ma al di là dei roboanti annunci, sottolinea il rappresentante di Anpav, la firma ancora non è arrivata: «Noi non abbiamo mai visto un piano industriale, ma siccome un piano B non esiste, non ci rimane altro da fare che sperare. Alle parole di Al Baker ci piacerebbe davvero credere, sarebbe un bel riscatto per una compagnia prestigiosa, com’era la nostra, che per troppo tempo è stata relegata ai margini del trasporto aereo europeo».

Nel frattempo, svela Bardini, i continui ritardi nel closing hanno provocato un ulteriore arretramento: «Dal primo novembre saranno messi a terra gli ultimi quattro Md80 che erano basati a Olbia e dunque la base sarà in fermo tecnico a tempo indeterminato. Ciò significa che 90 assistenti di volo e 45 piloti mai riqualificati per volare su altri aeromobili rimarranno inattivi. La storica base di Olbia, dunque, sarà di fatto non operativa. In attesa che vengano mantenute le promesse di sviluppo di Qatar, dunque, di Meridiana oggi rimane soltanto Malpensa con gli aerei di Air Italy. Per questo motivo abbiamo già aperto la procedura di raffreddamento che, se non ci saranno novità, porterà a nuovi scioperi».