Notti insonni, spari in aria, testate

La Prealpina - 11/07/2017

Qualcuno, esasperato dalle urla in piena notte dei fracassoni del festival latino, ieri per la seconda volta ha sparato in aria con una pistola scacciacani, sperando di spaventarli e svegliando l’intera Sant’Anna. Sempre domenica, attorno alle 3, una donna ha invitato alcuni ragazzi ad andarsene da sotto le finestre e, avendo ricevuto in cambio solo insulti, ha visto il figlio scendere in strada e rifilare una testata chiarificatrice a chi aveva pronunciato l’improperio. Serate, anzi nottate ad altissima tensione quelle che il quartiere su cui s’appoggia MalpensaFiere sta vivendo da quasi un mese, cioè da quando il LatinFiExpo è tornato a richiamare migliaia di persone al giorno con le sue proposte di ballo, cucina e divertimento. E se il problema dei rumori è subito rientrato entro limiti tollerabili, il guaio sono i clienti che posteggiano in mezzo alle case per evitare i 2,50 di posteggio e anche per sfuggire agevolmente ai controlli dell’alcol-test.

La rivolta dei cittadini

Così ieri, stremati da una situazione insostenibile, una quindicina di residenti sono scesi in strada per inscenare la protesta. Voci unanimi per dire che «dal martedì alla domenica il riposo ormai è vietato», per denunciare «gli zero controlli a nostra tutela», per paventare il rischio che «prima o poi qualcuno passerà dalle grida alle mani». Qualcuno in realtà ci è già passato, insofferente a «giardinetti in cui la gente viene a fare i bisogni e vomitare», oppure ad «autoradio accese fino alle 6 del mattino», per non parlare di «macchine rigate o tamponate», il tutto riproponendo «una trascuratezza nei nostri confronti che va avanti da anni». Il portavoce del comitato di quartiere Franco Cascio è perentorio: «Tutti hanno il diritto di divertirsi ma anche di riposare. Non c’è l’abbiamo con la festa bensì con il Comune, che ci ha messi in questa situazione e ora ci deve tirare fuori, facendo in modo che gli ubriachi non disturbino i nostri sonni». Passa anche Valentina Verga, consigliere del Pd, che proprio ieri ha protocollato un’interrogazione «perché vogliamo capire come si intenda agire, se si ritenga giusto aver chiuso via 11 settembre riservandola a posteggio della fiera, e poi come ha fatto il vicesindaco ad annunciare che i posteggi sono aumentati del 15 per cento prima ancora che il provvedimento fosse introdotto?». C’è anche Antonio L’Abbruzzi del gruppo Busto da Vivere: «L’unica soluzione è trasformare Sant’Anna in una zona a traffico limitato nei giorni del festival. Le parole dei cittadini dicono tutto della considerazione ricevuta dalla giunta». C’è chi rincara la dose: «Paghiamo le tasse ma chi non abita in centro non esiste». Di più: «Magari fossimo profughi avremmo maggiore attenzione»

Il contro-incontro

Alla riunione delle 17.30 era invitato anche il Comune ma non si presenta nessuno. Il motivo è chiaro: non si discute se c’è L’Abbruzzi, additato come un fomentatore. Tant’è che appena lui se ne va, la disponibilità a trattare con il comitato di Sant’Anna si riattiva. Due ore dopo, infatti, sempre in piazza D’Annunzio arrivano il vicesindaco Stefano Ferrario e l’assessore alla sicurezza Max Rogora. Parlano con la gente (in gran parte quella dell’appuntamento precedente) e propongono le due soluzioni: «Da un lato chiederemo alla polizia stradale di distaccare una pattuglia anche nel rione proprio per controllare chi si ostinerà a parcheggiare sotto i palazzi facendo schiamazzi», argomenta Ferrario. «Inoltre manderemo due uomini del Distretto del commercio a girare per le strade a sorvegliare la situazione, invitare chi fa baccano ad andarsene e, nel caso, chiamare le forze dell’ordine». Sant’Anna ieri ha dormito, perché era giorno di pausa della festa. Che stasera ricomincia.