Norcia riparte grazie a Varese

Hanno lavorato dietro le quinte, e anche ora che buona parte della missione è stata conclusa preferiscono rimanere nell’anonimato. Una decina di imprenditori della provincia di Varese ha stanziato fondi per far ripartire alcune attività produttive di Norcia, la cittadina umbra in provincia di Perugia colpita dal terremoto per due volte – prima ad agosto e poi a ottobre – nel 2016. «In questo progetto – ha spiegato l’imprenditore varesino Eugenio Malnati, impegnato nel coordinamento delle attività – sono state coinvolte una decina di persone, tutte attive sul nostro territorio e in settori diversi: un impegno che ha permesso di raccogliere alcune centinaia di migliaia di euro».

Quattrini che, finora, sono stati destinati per rimettere in funzione ad esempio una stalla, un caseificio e un laboratorio per la trasformazione agricola di prodotti locali, come zafferano, farro, aglio nero e fagioli, tutti rigorosamente coltivati nel territorio di Norcia. «Si tratta di donazioni fatte a titolo privato – prosegue Malnati -, in un progetto avviato non appena si è messa in moto la macchina degli aiuti in seguito ai crolli. Questi imprenditori hanno voluto subito dare una mano ai titolari di attività di Norcia pressoché azzerate dal terremoto». Inutile cercare di sapere qualcosa di più sull’identità dei benefattori e sull’importo esatto delle donazioni. A confermare, se mai ce ne fosse bisogno, l’effettiva destinazione degli stanziamenti sono gli stessi imprenditori umbri, come ad esempio Alessia, la quale sottolinea che grazie alla generosità varesina «a inizio dicembre è stato avviato il progetto di ristrutturazione della nostra stalla e adesso cominceranno gli interventi per il caseificio».

Ilaria Amici e Lorenzo Battistini, entrambi di 31 anni, grazie agli imprenditori varesini stanno invece rimettendo in piedi la loro attività agricola “Bosco torto”, a San Pellegrino di Norcia, messa in ginocchio prima dal terremoto e poi dalla burocrazia. «Ci siamo salvati grazie a questa azienda di Varese – spiega Lorenzo – che si è offerta di ricostruire una parte della nostra struttura, che ora contiamo di inaugurare a Pasqua. Abbiamo riscontrato un’efficienza incredibile, ci ha lasciato davvero sconvolti. Quando abbiamo detto che non appena potremo restituiremo la somma, ci è stato risposto di no, di fare a nostra volta beneficenza verso che si trova in difficoltà». Lorenzo, originario dei Castelli Romani, si è trasferito qui con la sua compagna tre anni fa, e dopo nemmeno dodici mesi di lavoro e sacrifici, ecco il sisma che ha devastato tutto.

«Le leggi statali e regionali – racconta il giovane imprenditore agricolo – non ci hanno permesso di accedere agli stanziamenti previsti, perché la nostra attività era aperta da meno di tre anni, e al tempo stesso era impensabile ottenere un prestito dalle banche. Siamo riusciti a fare la prima mondatura dei fiori di zafferano soltanto grazie al camper prestato dalla Caritas, perché non ci è stato consentito di posizionare né un container né una tenda».

Poi, quando le speranze erano ridotte ormai al lumicino, sono arrivati gli imprenditori varesini, «persone gentilissime, che hanno voluto sapere di più sulla nostra attività e che alla fine si sono offerte di darci una mano, occupandosi di tutto, dalla progettazione fino agli impianti fotovoltaici». E così questa giovane coppia ha potuto far ripartire il proprio sogno.