Non solo sussidi ma prime riaperture

La Prealpina - 31/03/2020

È sempre più animato il confronto su quella che sarà la data della fine della chiusura delle aziende e, di conseguenza, dell’inizio della ripresa delle attività produttive. Le imprese si sono ritrovate con produzione e fatturati congelati. Se non lavorano, le aziende non fatturano e nello stesso tempo non si vedono arrivare contributi e liquidità significativi: dobbiamo difenderle da questo rischio pensando, sin da ora, a una data per la ripesa entro la quale pianificare un piano graduale. Le conseguenze di un rinvio ulteriore, al netto delle indispensabili garanzie di sicurezza per i lavoratori e gli imprenditori stessi, sarebbero da allarme rosso: dalla crisi non si esce con i sussidi ma con il lavoro e la produzione. Se fermiamo la macchina troppo a lungo, ne seguiranno danni irreversibili, un’occupazione asfittica e una capacità produttiva nettamente indebolita. Dobbiamo proteggere le persone dalla perdita del lavoro e il fatto che il lavoro sia in forte pericolo ce lo dice la composizione del nostro tessuto economico, caratterizzato da piccole e medie imprese che non avranno, è bene chiarirlo, la capacità di risollevarsi da sole. Il mese di aprile sarà strategico: bisognerà coniugare una lenta e ravvicinata riapertura con interventi di sostegno che non dovranno essere orientati al sussidio ma a sostenere attraverso l’innesto di liquidità la continuità della produzione, il mantenimento delle quote di mercato e il sostegno al lavoro. Il concetto è che le piccole e medie imprese vanno aiutate e sostenute subito, non fra un mese. Subito. Ci auguriamo pertanto che anche nei rapporti con l’Europa si tenga una posizione di massima apertura, non escludendo alcuna soluzione compresa quella dell’utilizzo negoziato del Fondo Salva Stati o la possibilità di attivare Eurobonds solo con alcuni Paesi dell’Unione. Presidenza e Giunta Confartigianato Imprese Varese