Non si vede la ripresa Disoccupazione al top

La Prealpina - 20/05/2016

«Nonostante gli incentivi messi in campo e le condizioni congiunturali favorevoli, i segnali di ripresa sono discontinui e non garantiscono stabilità». Ad affermarlo è Massimo Balzarini della segreteria della Cgil Lombardia.

«Anche gli indici economici mostrano che la stabilità è ancora lontana», prosegue Balzarini. «L’economia nazionale e lombarda sono da tempo uscite dalla cosiddetta recessione tecnica, ma i differenziali di crescita rispetto alla media europea suggeriscono molta cautela. Infatti, nel frattempo è stata distrutto un quarto della base produttiva e si è alimentata una disoccupazione strutturale che non ha precedenti». A questo proposito, il report di Cgil Lombardia segnala che, rispetto al 2008, gli occupati (15-64 anni) in Lombardia nel 2015 si sono ridotti di 27 mila unità, mentre i disoccupati sono cresciuti di 200mila unità, complice un tasso di disoccupazione al 7,9%. Ancora: gli occupati lombardi a tempo indeterminato sono l’89,7% del totale degli occupati dipendenti nel 2015, quota sostanzialmente stabile nel corso della crisi. Quanto alla produzione manifatturiera lombarda, ha accelerato tra ottobre e dicembre (+0,5%) e ha chiuso il 2015 in crescita del +1,5% sul 2014, sebbene la performance lombarda sia rimasta inferiore rispetto a Baden-Württemberg (+3,6%) e Cataluña (+2,8%), due regioni economicamente equivalenti alla Lombardia. Le grandi imprese lombarde continuano a veleggiare” sopra il pre-crisi (+3%), mentre restano sotto le medie (-7%) e le piccole (-17%). In Lombardia i settori più performanti nel 2015 sono stati quelli della gomma-plastica, dei mezzi di trasporto e della meccanica. Più in generale, le imprese lombarde attive nel 2015 sono tornate a crescere dopo tre anni di variazione negativa, ma il manifatturiero è risultato ancora in calo.

«Sebbene l’economia lombarda sia migliore di quella nazionale, la crescita rimane significativamente più contenuta della media dei Paesi dell’area euro di 0,3 punti percentuali, se prendiamo per buone le previsioni economiche della Commissione Europea», ha chiosato il segretario Balzarini.