Non illudiamo i cittadini sul futuro di Pedemontana

 «L’autostrada Pedemontana rappresenta un argomento cruciale non solo per il dibattito politico regionale, ma anche per la routine di migliaia di pendolari lombardi che negli anni si sono trovati immersi nei disguidi e nelle inefficienze di quello che doveva essere un progetto avveniristico. Costi elevati, procedure di pagamento arretrate e macchinose sono solo alcuni dei motivi che hanno portato il progetto sull’orlo del baratro»: così Samuele Astuti segretario provinciale del Pd e sindaco di Malnate, interviene sulla questione Pedemontana.

Tiene alta l’attenzione sul tema dell’autostrada anche alla luce dell’annunciata gratuità del pedaggio sulla tangenziale di Varese a partire da maggio 2018. «La grande infrastruttura è ora sull’orlo del fallimento, con la procura di Milano che ha richiesto più volte di verificare i conti», sottolinea Astuti: «A infiammare ulteriormente il dibattito ci ha pensato in settimana Roberto Maroni; Il Governatore ha infatti dichiarato che la Regione farà da garante per evitare il fallimento della società». Entra poi nel merito della questione politica: «E’ inopportuno fare questo tipo di promesse in campagna elettorale: si sta strumentalizzando un problema serio, illudendo i cittadini con la promessa di misure che sono ancora incerte e non risolvono realmente i problemi». E prosegue: «bisogna essere onesti coi cittadini Lombardi che hanno sofferto per l’inefficienza di un’opera che era stata annunciata come risolutiva». Astuti torna poi sulla questione del residuo fiscale: «Il governo regionale si è sempre dimostrato inaffidabile su questo tipo di questioni, ci ricordiamo tutti le promesse fatte da Maroni sul residuo fiscale. Solo 5 anni fa si diceva che il 75% delle tasse sarebbe rimasto in Lombardia e i cittadini stanno ancora aspettando; La Lombardia ha bisogno di proposte serie e concrete».

Intanto anche sulla questione legata ai conti di Pedemontana interviene Dario Balotta responsabile regionale dei trasporti di Legambiente: « La rinegoziazione del debito da 200 milioni non significa un nuovo prestito ma solo l’allungamento dei termini di restituzione del prestito originale già tutto speso e scaduto che, dal 2018 slitta automaticamente al 2034. La garanzia sarà pagata dai lombardi con l’addizionale regionale