Non è una provincia per giovani capitani Giù del 3,8 per cento

Battuta d’arresto in provincia di Varese per le aziende presiedute da imprenditori di età inferiore ai 35 anni. Confrontando i dati 2016 con quelli del 2015 – così, almeno, a seguire un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese -, i giovani imprenditori del Varesotto sono un po’ meno protagonisti dell’economia locale: lo scorso anno avevano il controllo diretto di 6183 aziende; al 31 dicembre 2016, invece, le imprese a guida giovane erano scese a quota 5950. Una perdita secca del 3,8%. Superiore di oltre un punto percentuale rispetto alla perdita registrata a livello regionale: -2,7%.

Diminuiscono anche gli addetti alle dipendenze degli under 35: nel 2015 a Varese e provincia si attestavano a 9927 unità; a fine 2016 il lavoratori erano diminuiti a 9496. Il 4,3% in meno, rispetto al -0,2% a livello lombardo.

A proposito di Lombardia, sono più di 75 mila i giovani lombardi alla guida aziendale e quasi 145 mila i loro addetti. La provincia che detta legge in questa speciale classifica? La Città metropolitana di Milano, che è terza assoluta a livello italiano (prima c’è Roma e poi Napoli, ndr), con 26 mila under 35 che seguono un’attività per oltre 58 mila addetti. Tra l’altro, le imprese giovani a Milano sono in lento, ma costante aumento: in cinque anni sono infatti circa 200 in più (+1%).

In Lombardia, dopo Milano, per giovani imprenditori troviamo le province di Brescia con 10 mila imprese (-4% in un anno); Bergamo con 8 mila (-4%), Varese e Monza con quasi 6 mila (-3%);e Pavia e Como con 4 mila (-5% e -3%). Danno lavoro a 20 mila addetti a Brescia, 16 mila addetti a Bergamo, 10 mila a Monza. Tra i settori di attività dei giovani, crescono servizi alle imprese (+45% in cinque anni), commercio e servizi (+11%) e, in particolare, alloggio e ristorazione (+19%) e attività finanziarie (+26%).