«Noi paladini dell’ambiente ma non portateci via la terra»

«Non basta creare dei parchi per fare il bene dell’ambiente: bisogna lasciare la terra a chi da sempre se ne prende cura, gli agricoltori». L’appello arriva da Giacomo Brusa, presidente di Confagricoltura Varese che domani alle 11 celebra la 72° assemblea generale alle Ville Ponti. Un tradizionale momento di confronto fra gli associati e il mondo delle istituzioni per far arrivare la voce del mondo primario: «Primario ma spesso non valorizzato – incalza Brusa, 46 anni, alla seconda assemblea da numero uno dopo aver raccolto il testimone da Pasquale Gervasini -. Il nostro motto è chiaro: non c’è ambiente senza agricoltura. Il territorio che vediamo, anche in provincia, è bello perché è stato plasmato e costruito dall’uomo. Se non consentiamo più questa cura, se facciamo proliferare i boschi senza controllo, allora ci troveremo ancora il Campo dei Fiori e la Martica in fiamme».

Secondo Brusa, insomma, un approccio eccessivamente romantico rischia di essere controproducente: «Lasciare tutto alla natura e al caso non fa il bene dell’ambiente», ribadisce. Alle istituzioni si chiede un impegno concreto, «ma senza prendere una parte politica, perché noi rappresentiamo solo i nostri imprenditori. Ammettiamo che da qualche anno siamo più ascoltati, ma non basta essere ricevuti, bisogna passare dalle parole ai fatti».

Ed eccole dunque le priorità per il settore, anche dentro i confini provinciali: debellare la piaga della fauna selvatica, «in assoluto l’emergenza più grave, che spesso diventa il motivo per interrompere l’attività – aggiunge Giacomo Brusa -. Da anni i cinghiali in particolare distruggono le coltivazioni e, quando un campo non viene più coltivato, avanza il bosco. Senza contare che i risarcimenti, considerati aiuti di Stato, quando arrivano sono irrisori. La politica di controllo e contenimento è insufficiente. Dal 2005 al 2015, in soli dieci anni, a livello nazionale la superficie boschiva è aumentata del 5 per cento, mentre non è aumentata di pari passo l’attività correlata, per esempio l’uso del legname per i troppi vincoli». Ma il confronto non verrà mai meno, né con i tecnici né con i rappresentanti delle istituzioni: «Siamo la prima associazione agricola per numero di ore lavorate, abbiamo molte proposte e vogliamo essere ascoltati – conclude il presidente -. Il nostro lavoro è già sottoposto a tanti problemi, ai cambiamenti climatici, alla siccità, eppure è la base del benessere delle persone. Accusano l’agricoltura di produrre Co2? In realtà siamo il primo esempio di economia circolare: ogni campo di mais “mangia” anidride carbonica. Altro che inquinatori, noi siamo i veri alleati dell’ambiente, siamo venditori di salute, pensando ai tanti prodotti che arrivano sui banchi e sulle tavole delle famiglie. Eppure ci impediscono di sperimentare, di applicare la scienza per avere prodotti sempre più performanti e sicuri. Ripeto, non bastano boschi e parchi per dire di amare la natura: la terra va lasciata agli agricoltori».