«No al protezionismo per salvare Alitalia» Ora Sea va all’attacco

Mentre arriva l’ennesima proroga per la chiusura dell’operazione di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera, a Malpensa Air Italy inaugura il suo ennesimo investimento, con il nuovo diretto per Toronto. A salutarlo si presenta in prima persona l’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini, per ricordare che «il successo di Air Italy è il nostro successo, e non una scommessa perché il potenziale di Malpensa è nei numeri».

Impossibile a questo punto rinunciare ad una domanda all’Ad del gestore aeroportuale milanese sullo stallo su Alitalia. «Non mi piace parlare degli altri e di compagnie nostre partner – la risposta di Brunini – faccio un grande in bocca al lupo ad Alitalia affinché trovi un suo percorso. È una presenza importante ma il suo peso è diminuito: facciamo un gran tifo per Alitalia, ma come ho già detto, come sistema Sea saremmo in grado di assorbire lo shock in non troppo tempo laddove le cose non dovessero andare bene».

Stavolta però Brunini fa un passo in più, e lancia quello che, neanche troppo velatamente, appare come un vero e proprio monito: «Ci auguriamo che nelle strategie di Alitalia si tenga conto che anche questo territorio è importante, e soprattutto ci auguriamo che qualsiasi soluzione, sperando sia positiva, non sia una soluzione contro il mercato – chiarisce l’Ad di Sea – saremo attenti affinché non ci siano azioni di protezionismo che danneggino i nostri aeroporti e il nostro territorio, vigileremo. Noi ce la caviamo da soli, abbiamo un portafoglio clienti ampio che vogliamo allargare ed è una forza, insieme alla potenza del territorio, al fatto di avere due aeroporti che non è più una debolezza e a quello di non dipendere da una singola compagnia aerea. Ma per svilupparci abbiamo bisogno di un contesto regolamentare che porti alla liberalizzazione e non al protezionismo, quindi vigileremo su questo tema».

Come dire: la politica non pensi a nuovi interventi che possano favorire l’operazione di salvataggio di Alitalia a scapito del mercato, che sta chiaramente premiando Malpensa. Solo quest’anno, annuncia Brunini, in brughiera ci saranno 33 nuovi voli per 11 nuovi collegamenti, mentre la crescita rimane in doppia cifra e il «numero magico» dei 25 milioni di passeggeri in dodici mesi consecutivi è già stato superato.

«C’è vitalità, in un quadro che a livello generale dopo anni di crescita mostra qualche segnale di rallentamento. Però sul lungo periodo siamo estremamente positivi sul sistema milanese e su Malpensa, per cui occorre guardare lungo e continuare ad investire».

Sono due in particolare le sfide che l’Ad di Sea si pone per la fase post-“Bridge” di Linate: «Continuare l’ottimo sviluppo, soprattutto degli ultimi due anni, crescendo non meno della media del mercato, perché questo territorio ha ancora potenziale sia sull’outgoing che sull’incoming, da stimolare facendo rete con il territorio. Tutti i parametri di connettività ci dicono che c’è un potenziale inespresso. E velocizzare la trasformazione infrastrutturale per avere degli aeroporti che siano all’altezza di Milano e della Lombardia».