Nms, nuova molecola«Preferiamo lavorare»

La Prealpina - 25/05/2016

Il motto di Andrea Agazzi, il presidente del Nerviano Medical Sciences Group? «Pancia a terra e lavorare». Come a dire che, dopo essere finiti sull’orlo di una (gravissima) crisi di nervi causa rischio fallimento, il centro ricerche oncologiche di Nerviano ha voluto decisamente cambiare registro: preferendo i fatti alle parole (e alle polemiche). Una politica che sta lentamente pagando. È di questi giorni la notizia degli ottimi risultati ottenuti da una nuova molecola sviluppata nei laboratori di via Pasteur in stretta sinergia con l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’ospedale Niguarda di Milano. Entrectinib, questo il nome della molecola, è definito un farmaco «potente e selettivo» e ha mostrato nell’ambito della fase di sperimentazione 1 «un’ottima tollerabilità e un’intensa efficacia clinica» in malati alle prese con svariate tipologie di tumore, dal carcinoma del colon-retto a quello del rene passando per quello del polmone. Al momento, a Nerviano sono entrati nella cosiddetta “fase 2” della sperimentazione clinica. Fase che coinvolge centri italiani e internazionali. Ciò significa che, nel caso in cui caso entrectinib riuscirà nella sua missione, e cioè a inibire le chinasi, le proteine essenziali per lo sviluppo del tumore, si procederà alla registrazione della molecola e, dunque, alla sua vendita. «Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti ad oggi. Lo sviluppo di entrectinib, proprietà intellettuale di Nms, rappresenta un esempio concreto della capacità del nostro gruppo di unire a una scienza eccellente la capacità di gestire i complessi processi necessari a trasformare una scoperta iniziale in un farmaco innovativo», ha sottolineato il presidente di Nms Group Agazzi, comunque convinto che «per entrectinib c’è ancora strada da fare, ma la direzione e la strategia ci sembrano quelle giuste». Gli ha fatto eco Salvatore Siena, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia del Niguarda Cancer Center e professore di Oncologia medica all’università degli Studi di Milano: «La medicina di precisione si può fare per davvero, anche in Italia, quando si mettono a sistema le diverse competenze esistenti e si sviluppa un linguaggio comune tra ricercatori e clinici che è alla base della ricerca traslazionale, fondamentale per lo sviluppo dei nuovi farmaci». Negli Usa, al meeting annuale dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro (Aacr), sono state presentate le «ottime risposte osservate dopo trattamento con entrectinib» durante i primi due studi di “fase 1”su un totale di 119 pazienti, dove si è osservato un tasso di risposta oggettivo del 72%.