Nms, in vendita Bando regionale

La Prealpina - 29/05/2017

Oggetto: alienazione della parte detenuta alla Fondazione regionale per la ricerca biomedica in Nms Group Srl – invito alla manifestazione d’interesse. Un fulmine a ciel sereno – o quasi -, la decisione del braccio societario attraverso cui Regione Lombardia detiene al 100% il polo di ricerca farmaceutica applicato all’oncologia di mettere in vendita (se non tutto, una parte) i laboratori nevianesi, che contano 500 posti di lavoro per altrettante famiglie, la metà delle quali risiedono nell’Altomilanese e dintorni.

Sì, a più riprese, anche sotto la gestione Maroni (soprattutto fino a quando la commissione regionale sanità è stata guidata da Fabio Rizzi, il medico varesino, vicinissimo al governatore leghista, poi travolto da una delle tante inchieste scandalo della sanità lombarda, ndr), aveva preso piede l’ipotesi di una possibile “dismissione”, ma nessuno s’era mai fatto carico di compiere il passo decisivo, mettendo nero su bianco la volontà di cercare potenziali investitori. In questo momento l’opzione sembrava accantonata, tanto più che nelle scorse settimane la giunta regionale aveva fatto pervenire al gruppo di Nerviano 20 milioni di euro. Denaro destinato a valorizzare una società, sì alle prese con oltre 180 milioni di euro di debito con le banche, ma in ripresa grazie a ben otto accordi commerciali di licenza di farmaci “made in Nerviano” stipulati sia con aziende farmaceutiche di riferimento in ambito internazionale sia con importanti realtà biotech. Stavolta, l’avviso pubblicato dalla Fondazione per la ricerca biomedica non ammette equivoci e comunica che «gli investitori interessati possono richiedere qualsiasi informazione presentando istanza formale a Leonardo&Co Spa, in qualità di advisor finanziario dell’operazione». Il bando mette poi in chiaro che non c’è tempo da perdere: già, perché le eventuali offerte dovranno pervenire all’advisor entro e non oltre il prossimo 24 giugno. La decisione relativa «all’eventuale avvio formale delle trattative», sarà rimessa alla valutazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione, chiamata a valutare le offerte vincolanti «sotto il profilo della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria», nonché «della compatibilità della scelta con i principi di efficienza, efficacia ed economicità». Va da sé, «ai fini dell’accesso ai dati finanziari necessari per chi vuole comprare per conoscere la reale situazione economica della società e dell’avvio delle attività di verifica dei dati di bilancio, gli investitori interessati dovranno trasmettere una manifestazione di interesse non vincolante e sottoscrivere un accordo di riservatezza».