Niente titolo di studio svizzero? C’è la svolta che aiuta le aziende

La Provincia Varese - 26/06/2017

Dopo il rincorrersi delle informazioni e delle relative preoccupazioni per l’entrata in vigore della Lia, ovvero l’Albo istituito in Canton Ticino nel febbraio dello scorso anno al quale tutte le imprese del settore casa sono obbligate a iscriversi per poter operare oltrefrontiera, oggi l’aggiunta di qualche tassello positivo distende gli animi delle imprese artigiane che lavorano in Svizzera. Grazie infatti all’introduzione, nel Registro Imprese della Camera di Commercio, di una nuova figura – il responsabile tecnico per le attività aziendali svolte in Svizzera – è possibile superare l’ostacolo dei titoli di studio non riconosciuti in Canton Ticino. Un passo avanti che aiuterà molto le imprese. Il problema era concreto, come racconta la storia della IS Iommazzo Serafino di Arcisate: gli altri requisiti – come la certificata competenza, la solidità aziendale, il consolidamento dell’impresa sul mercato e la reputazione – c’erano tutti, ma la mancanza del titolo di studio svizzero e le verifiche tecniche sembravano ostacoli insuperabili, per questo motivo Serafino Iommazzo, 61 anni, titolare dell’omonima azienda di Arcisate specializzata in costruzioni in ferro, cancellate, grate di sicurezza, scale e serramenti, sul finire dello scorso anno s’era visto respingere la richiesta di registrazione all’Albo Lia. Un problema comune a numerose imprese varesine, arginato proprio dall’introduzione, nel Registro Imprese della Camera di Commercio, della una nuova figura, la nomina del responsabile tecnico per le attività aziendali svolte in Svizzera. «Una svolta maturata dal gennaio di quest’anno, in seguito a una riunione tecnica alla quale hanno preso parte tutti i componenti rappresentati nella Regio Insubrica – spiega Matteo Campari, dell’ufficio Internazionalizzazione AreaBusiness di Confartigianato Imprese Varese – Con la Camera di Commercio di Varese abbiamo infatti delineato la possibilità di introdurre la figura del Responsabile Tecnico per la Svizzera e, dopo il via libera di Unioncamere, il signor Serafino ha affidato al figlio Alfredo questo ruolo». Ad oggi sono 24 le domande approvate presentate da imprese varesine con il supporto di Confartigianato. Quindici sono in attesa di risposta (duemila in tutto su scala Cantonale) e ancora i tempi non saranno brevi proprio per questa ragione. E senza iscrizione, non c’è proprio la possibilità di operare in Canton Ticino.